Nizza, il premier Valls: "Killer legato a islam radicale"

Il procuratore che segue le indagini: "Bouhlel ha risposto agli appelli del mondo islamista e ha colpito"

Nizza, il premier Valls: "Killer legato a islam radicale"

Il procuratore di Parigi, Francois Molins, ha confermato che l'attentatore di Nizza è stato identificato come Mohamed Lahouaiej Bouhlel, nato il 3 gennaio 1985 e residente a Nizza. Per l'attacco, l'uomo si è servito di un camion frigo affittato l'11 luglio ad una società di Saint-Laurent-du-Var, che doveva essere restituito il 13. Alle 22.45 di ieri sera l'uomo ha fatto irruzione
con il suo camion sulla promenade des Anglais travolgendo i passanti fra i numeri civici 11 e 147. All'altezza dell'Hotel Negresco ha sparato a più riprese contro tre poliziotti ed ha proseguito altri 300 metri prima di essere neutralizzato. Poi il procuratore parla della presunta matrice jihadista: "L'attentato non è stato rivendicato ma questo tipo di azione corrisponde esattamente a quanto chiesto negli appelli continui agli omicidi fatti dalle organizzazioni terroristiche islamiste", ha aggiunto. E anche il premier Valls ha parlato in conferenza stampa del killer di Nizza: "È è indubbiamente legato all’Islam radicale", ha detto il premier cercando di definire meglio il profilo del killer che era noto alla polizia solo per un reato minore (un alterco stradale che lo aveva portato ad una condanna minore) ma era invece sconosciuto - almeno finora secondo le fonti ufficiali - ai servizi di sicurezza, per cui non risultava essere un estremista radicalizzato. Ma a frenare il premier sono le parole di cazeneuve, ministro degli Interni: "Non ci sono (le prove di) legami accertati tra l’attentatore (il 31enne tunisino Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, ndr) e l’Islam radicale".


Bouhlel, sposato e padre di famiglia, di professione autista addetto alle consegne, era sconosciuto ai servizi di intelligence, ha sottolineato Molins. L'ex moglie è stata fermata questa mattina dalla polizia. Nel camion sono stati trovati documenti, un telefono cellulare, una pistola automatica calibro 7,65, caricatori, cartucce, una seconda pistola finta, una bomba a mano non funzionate, e due fucili d'assalto finti. C'era anche una bicicletta. Bouhlel è stato ripreso ieri sera dalle telecamere mentre arrivava da solo in bicicletta nel luogo dove era parcheggiato il camion e vi saliva a bordo. Intanto parlano i vicini del presunto attentatore. L'uomo viveva in un quartiere residenziale nella parte settentrionale di Nizza. Hanan, un vicino, lo ha descritto come un uomo "amato dalle donne" ma "spaventoso. Non aveva un volto spaventoso, ma lo era il suo sguardo. Fissava spesso i bambini". Il fratello dell’uomo ha dichiarato oggi ai microfoni dell’emittente radiofonica tunisina "Jawhara Fm" che Mohamed "non ha mai pregato in vita sua" e che "ogni mese ci inviava denaro per costruire una casa a Msaken", villaggio a circa 10 chilometri da Sousse, nota località balneare tunisina colpita un anno fa da un attacco terroristico costato al vita a 38 turisti stranieri. "Doveva arrivare questi giorni in Tunisia per una vacanza con il figlio. Per il momento nessuno ha confermato ufficialmente che mio fratello è realmente l’esecutore materiale dell’attacco". La conferma, però, è arrvata pochi minuti fa dalla procura di Nizza.

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