Il pugno di Erdogan sui gay: al Pride arrestati e costretti a sentire il Corano

Secondo gli attivisti Lgbt, durante la manifestazione vietata di oggi, la polizia avrebbe costretto gli arrestati ad ascoltare il Corano nelle macchine di servizio

Il pugno di Erdogan sui gay: al Pride arrestati e costretti a sentire il Corano

Il Gay Pride di Istanbul è finito nel peggiore dei modi, come nessuno avrebbe voluto che finisse ma come in tanti sospettavano che sarebbe andata.

La polizia turca ha interrotto la manifestazione - che non era autorizzata - e fermato almeno 22 persone nei pressi della Istiklal Caddesi, la grande via nel centro di Beyoglu che parte da piazza Taksim. Qui le associazioni Lgbt della città avevano annunciato la propria intenzione di tenere comunque la parata dell'orgoglio omosessuale, nonostante il divieto delle autorità, ufficialmente per motivi di sicurezza.

Quest'anno il mondo gay sperava di poter tornare a sfilare, dopo due anni di divieti. Il Gay Pride più importante di Turchia si è celebrato per la prima volta nel 2003 e da allora è sempre stato un appuntamento irrinunciabile per chiunque volesse riaffermare l'anima laica del Paese. Tuttavia a partire dal 2015, in concomitanza con l'ondata islamizzatrice che sembra ormai penetrare ogni latitudine della società, la festa è stata cancellata. Quest'anno sembrava che le cose potessero andare meglio ma alla fine la decisione delle autorità è stata contraria.

Secondo il comitato organizzatore della Settimana dell'Orgoglio Gay di Istanbul, gli arrestati sono stati obbligati a sentire preghiere del Corano nelle auto della polizia. Gli agenti avrebbero utilizzato anche proiettili di gomma per disperdere i dimostranti, sparando anche alcuni candelotti lacrimogeni.

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