Al Qaeda alle donne: "La nostra è una battaglia per il velo"

Per al Qaeda il ruolo della donna è limitato alle quattro mura domestiche. Nessun riferimento alla presunta morte del figlio di bin Laden

Al Qaeda alle donne: "La nostra è una battaglia per il velo"

Al Qaeda ha pubblicato poche ore fa un video messaggio dedicato alle donne dal titolo “La Battaglia dell'Hijab” o “La Battaglia del Velo”. Protagonista è Ayman al-Zawahiri, leader di al Qaeda: “Tu sei colei che sostiene la comunità musulmana dall'interno”. Per al Qaeda il ruolo della donna è limitato alle quattro mura domestiche: nessun diritto, ma una vita al servizio dell'uomo.

Al Qaeda, la Battaglia dell'Hijab

Il titolo originale del video messaggio di al Qaeda è معركة الحجاب che potremmo tradurre in Battaglia dell'Hijab o Battaglia del Velo. E' il quarto episodio all'interno della serie Dawa della durata complessiva di 11 minuti e 9 secondi. Linguaggio estremamente semplice e calibrato per il target di riferimento. Forme di saluto presenti. Nello screenshot che abbiamo realizzato dal canale responsabile di tutte le comunicazioni ufficiali del comando centrale di al Qaeda, abbiamo lasciato volutamente visibili i collegamenti con le altre piattaforme social, per dimostrare la facilità con la quale tali contenuti possono essere diffusi sulla rete da seguaci e simpatizzanti. I portali ufficiali come quelli di al Qaeda e dello Stato islamico, sono on line da anni. L'opinione pubblica molto spesso ignora che sulla rete le organizzazioni terroristiche gestiscono dei portali in piena autonomia e libertà. Questi canali sono una inesauribile fonte di informazione per le intelligence, ma rappresentano delle costanti minacce per i loro contenuti e la capacità di comunicare con i propri utenti. Parliamo di portali gestiti da professionisti (non simpatizzanti), che hanno già dimostrato notevoli capacità di adattamento dinamico.

Il video non è una risposta allo Stato islamico

Questo video non è una risposta allo Stato islamico ed al gruppo Justice for Sisters (creato per raccogliere fondi per acquistare beni di prima necessità e magari fuggire, non per assemblare cinture esplosive). Ricordiamo che la prima ricalibrazione che autorizza l'impiego delle donne nelle operazioni di martirio dello Stato islamico, è stata effettuata nel dicembre del 2016 con l'editoriale I Will Die While Islam is Glorious pubblicato sulla defunta rivista Rumiyah.

Ayman al-Zawahiri è vivo

A corredo del titolo ritroviamo la frase “che Allah lo protegga”. Le frasi “possa Dio preservarlo”, “che Allah lo protegga” e “possa Dio proteggerlo”, si riferiscono ad una persona in vita e rientrano tra le locuzioni standard utilizzate dalle organizzazioni terroristiche.

La Battaglia dell'Hijab, al Qaeda parla alle donne

Riportiamo la traduzione dei punti salienti del messaggio di al-Zawahiri

"Vorrei rivolgermi alle mie sorelle musulmane, specialmente a quelle velate. La causa di questa guerra è la minaccia rappresentata per l’Ummah dall'ordine mondiale contemporaneo dominato dai grandi criminali. La nazione dell'Islam, nonostante tutte le sue debolezze, rimane la più grande minaccia all'esistenza di questo sistema criminale globale contemporaneo. L'Islam è la nazione del puro monoteismo. Una nazione di castità, purezza ed integrità, contrapposta alle nazioni della lussuria, delle industrie e dei commerci. La nazione dell'Islam è la nazione della jihad per il bene di Allah. Le nazioni politeiste chiamano la conquista, il saccheggio, il dominio ed il furto con le parole interessi, influenza e stabilità. Si rendono conto che la forza della nazione musulmana è la sua fede e la sua legge. Questa è l'esperienza maturata nei di lotta con l'Islam e il suo popolo. Pertanto, cercano in ogni modo di escludere la Ummah ed il suo carattere da questa dottrina e da quella legge. Quindi conducono guerre ideologiche, religiose e mediatiche. Vogliono che abbandoniamo la dottrina del monoteismo, che diventiamo laici, non atei religiosi, comunisti utilitaristi, qualsiasi cosa. Vogliono che abbandoniamo la castità e la purezza, la virtù e l'integrità. Ci vogliono lussuriosi e peccaminosi, così da essere soggetti ad umiliazioni, incatenati alla gente della lussuria, degli interessi, delle ambizioni e dei saccheggi”.

Poi l’attacco agli Stati Uniti

“Non sorprende che abbiano bombardato il Giappone con bombe atomiche, ucciso cinque milioni di persone in Vietnam, occupato il nostro paese, distrutto l'Impero ottomano, instillato nel nostro cuore Israele, diviso più di cinquanta paesi e rubato la nostra ricchezza e persino quella dell’intera umanità? A loro non importa della distruzione del nostro pianeta a causa dei cambiamenti climatici, ma supportano ogni tiranno corrotto. Non è strano che queste persone ci parlino dei diritti umani, della libertà, della civiltà e della giustizia? Non è insolito che il mondo, attraverso la loro legittimità internazionale, sia controllato da cinque dei più grandi criminali e poi ci parli di democrazia e uguaglianza? Non è strano che il velo disturbi chi parla dell'emancipazione delle donne? E così conducono tutte queste guerre contro di noi in cui ti trovi, o sorella musulmana, in prima fila. Vogliono che tu non glorifichi i rituali di Dio, che non ti avvicini a Dio con ciò che ha comandato. Vogliono che tu non cerchi il volto di Dio nella tua adorazione e condannano te ed il tuo velo. Vogliono che tu sia atea, perché sanno che sei la pietra angolare della società musulmana: sei la madre, la sorella, la zia, la moglie e la figlia. Tu sei colei che sostiene la comunità musulmana dall'interno. Tu che sollevi, rilanci, guidi e dai l'esempio: sei paziente, sopporti, sostieni e incita. Quante madri, il cui figlio è stato martirizzato, hanno sofferto e restano pazienti? Quante madri, mogli e figlie hanno chiamato per l’ultima volta i propri figli, mariti e padri? Quanti, quanti milioni di esempi nella nostra nazione. Siete il miglior modello di fede, pazienza, soddisfazione, resistenza e Jihad del mondo. Voi, nobili sorelle, siete uno dei primi obiettivi nella guerra contro la nostra nazione musulmana. Violeranno moralmente, intellettualmente, mediaticamente e fisicamente la vostra fede. Siate pazienti, sopportate e cercate l'aiuto di Dio”.

Al-Zawahiri e la parola Ummah

Nel messaggio rivolo alle donne, al-Zawahiri utilizza costantemente la parola Ummah. Molti la traducono erroneamente come nazione, tuttavia non è il corretto termine corrispondente. Il concetto di Ummah è fondamentale nell'Islam. Esprime unità ed uguaglianza dei musulmani provenienti da diversi contesti culturali e geografici. Ummah è l'intera comunità musulmana. Tale concetto va ancora esteso, poiché identifica coloro che sono destinatari di un piano divino di salvezza sotto la guida di un profeta inviato da Dio. Al Qaeda sceglie non a caso il titolo della sua nuova rivista per screditare e disprezzare lo Stato islamico. Dietro il titolo scelto, al Qaeda comunica che esiste una sola comunità musulmana ed è quella guidata da al Zawahiri. Al Qaeda, ad esempio, ha titolato la sua nuova rivista One Ummah, per screditare e disprezzare lo Stato islamico. Dietro il titolo scelto, al Qaeda comunica che esiste una sola comunità musulmana ed è quella guidata da al Zawahiri.

Al Qaeda, nessun riferimento alla presunta morte di Hamza bin Laden

Nei giorni successivi la notizia della presunta morte di Hamza bin Laden, al Qaeda ha diffuso due comunicati per il martirio di due studiosi jihadisti. Nessun riferimento a Hamza. Strategia di Al Qaeda? Il figlio di bin Laden potrebbe essere ancora vivo? Non importa chi dirigerà al Qaeda davanti le telecamere. Al Qaeda serve solo da entità ideologica, per un concetto ben spiegato nel quinto numero di al-Haqiqa. Al Qaeda è un'ideologia più che un'organizzazione, che ha fatto rinascere la Jihad in questo secolo. Alla base di qualsiasi movimento jihadista del secolo c'è l’ideologia di al Qaeda. "La Jihad è l’unica soluzione per i musulmani del mondo. La Jihad è l'unica soluzione a tutti i problemi e conflitti del mondo musulmano. Scienza, tecnologia o l’economia non potranno fare nulla". E' un periodo che ritroviamo spesso nelle produzioni di Al Qaeda, come ad esempio su al-Haqiqa.

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