Vaticano, storica presenza in Corea per le Olimpiadi

Il Vaticano è stato invitato ad una riunione organizzativa per i giochi olimpici. La diplomazia vaticana continua così a lavorare per la pace

Vaticano, storica presenza in Corea per le Olimpiadi

Il Vaticano è stato invitato ad una riunione organizzativa in vista delle Olimpiadi invernali del prossimo febbraio. Il Comitato olimpico internazionale, infatti, ha previsto la partecipazione di una delegazione della Santa Sede all'assemblea che si terrà dal 5 al 7 febbraio a Pyeongchang. La Chiesa cattolica, insomma, sta per volare in Corea. Il gruppo di delegati che partirà da Roma sarà guidato dal sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura, monsignor Melchor Sanchez de Toca, che è il delegato allo sport.

"L'apertura dei Giochi invernali a Pyeongchang, a pochi chilometri dalla frontiera che separa le due Coree, la frontiera più militarizzata del mondo, acquista un valore simbolico unico grazie alla presenza di atleti della Corea del Nord che parteciperanno formando un unico comitato con i colleghi della Corea del Sud - ha dichiarato monsignor Sanchez de Toca- E così - ha aggiunto -l'esile tregua olimpica consente di continuare a sperare in un mondo senza guerre, nonostante i tanti conflitti attualmente in corso". Le Olimpiadi, insomma, sono interpretate dal Vaticano come un'occasion importante per rilanciare il dialogo tra Corea del Nord e Corea del Sud.

Com'è noto, del resto, ben ventidue atleti della Nord Corea di Kim-Jong un partiranno alla volta di Pyeongchang per prendere parte alla competizione invernale che si terrà dal 9 al prossimo 25 febbraio. L'appuntamento di quest'anno, almeno sino ad oggi, ha rappresentato un'importante mezzo diplomatico per riaprire le linee chiuse tra le due nazioni asiatiche. Monsignor Sanchez de Toca, che è un ex pentatleta, consegnerà come segno di gratitudine alcune magliette dell'Athletica Vaticana nelle mani degli atleti coreani. Papa Francesco continua così la sua lotta per un mondo privo di guerre, nucleari e non.

Il pontefice argentino, poco prima di partire alla volta del Cile e del Perù durante lo scorso mese, aveva sollevato tutta la sua preoccupazione per il possibile avvento di un conflitto catastrofico. "Ho davvero paura di una guerra nucleare - aveva dichiarato - siamo al limite - basta un incidente per innescare la guerra. Non si può far precipitare la situazione. Dobbiamo distruggere le armi, eliminare gli armamenti nucleari", aveva ribadito. La presenza della delegazione vaticana a questa riunione, quindi, assume un particolare significato simbolico. Il ministro degli Esteri coreano Kang Kyu-wha, intanto, ha incontrato l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, che è considerato il "ministro degli Esteri" della Santa Sede. Sul tavolo, ovviamente, il tema della pace. La Corea del Sud si auspica che la diplomazia vaticana possa e svolgere il ruolo di "mediatore" per scongiurare qualunque possibile futura crisi.

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