Monteleone: «Pdl, attento a chi ti metti in casa»

Monteleone: «Pdl, attento a chi ti metti in casa»

(...) l’assessore ai trasporti -. Il nostro percorso per il 2010 è chiaro, vogliamo riaggregarci ed essere una forza di sinistra seria non compatibile con l’Udc». Ma prima ancora ci saranno le trattative per il programma della lista comunista con divergenze programmatiche sul nodo infrastrutture: Rifondazione è contro Gronda e Terzo Valico, il Pdci è favorevole.
Sempre a sinistra esce di scena Unione a Sinistra, il movimento fondato dal presidente del consiglio regionale Giacomo Ronzitti che non aveva aderito alla nascita del Pd. Fino a ieri oltre a Ronzitti in Regione c’era anche Franco Bonello che però ha scelto di iscriversi al Partito democratico e sostenere Ignazio Marino alla segreteria: «Il nostro progetto è fallito - ammette Bonello -. Credevamo di poter costruire una sinistra di governo unitaria differente dal Pd e distante dagli extraparlamentari. Non ci siamo riusciti e ora c’è il “liberi tutti”: ognuno sceglie la soluzione che più gli aggrada». Ronzitti non parla sul suo futuro politico: dopo aver dato il via libera, c’è chi dice che possa finire a fare il difensore civico. Intanto, Burlando non molla sull’idea di una lista civica in suo appoggio che conti personaggi provenienti da diversi ambiti. Per questo pensa di coinvolgere Franco Bonanini, presidente del Parco della Cinque Terre. Non sembra prendere quota, invece, l’idea di costruire un movimento regionale di centro «fac simile» dell’Unione per il Trentino di Franco Dellai. Ci lavoravano Massimiliano Costa e Egidio Banti, che sembrano decisi a rimanere ancorati tra i democratici.
Così al centro continua il corteggiamento al commissario regionale udicino Rosario Monteleone. Nonostante i veti. «Veti di facciata, non reali - ne dà definizione Monteleone -. Dai corteggiamenti che abbiamo mi sembra che la nostra presenza sia richiesta con sempre più insistenza dal centrosinistra. Passata l’era del voto ideologico io non pongo preclusioni che non siano sui programmi, ma dico a Rifondazione e compagnia di stare attenti perché eventualmente siamo noi che possiamo porre delle preclusioni». Certo è che l’Udc corteggiamenti li subisce da entrambe le parti: «Non abbiamo fatto voto di castità - scherza Monteleone - faremo una scelta chiara e che vada verso le esigenze del nostro elettorato. Basate sui programmi perché noi ne facciamo una questione di governabilità: vincere è fondamentale, ma ancora di più è riuscire a governare». Difficoltà a sinistra ma preclusioni anche su un’alleanza con il centrodestra. L’Udc vuole contare uno a uno i propri consensi e il dialogo con i dirigenti Pdl sembra difficile. Tanto più se a tutto questo si aggiunge il «caso Broglia». Fabio Broglia è il consigliere regionale eletto nell’Udc, passato all’Italia di Mezzo per poi fare una scappatina nel Pd e poi tornare in minoranza con un tentativo di riprendersi il posto nell’Udc. Pare che i dirigenti del Popolo della Libertà possano offrirgli un posto in lista: «Broglia è un incoerente che dovrebbe prendere la tessera al partito del girello. Cambiare idea ci sta, ma farlo con scelte repentine come ha sempre fatto lui ci fa riflettere. I dubbi che abbiamo su di lui ci fanno pensare».

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