I vigilantes intervenuti per impedire a Giovanni Sala, il 34enne descritto come "giovane aitante e incontrollabile", di entrare nella sede milanese di Sky hanno agito correttamente sebbene inconsapevoli che "l'elevata dinamicità di Sala era in realtà dovuta alla sindrome da delirio eccitato" dovuta "all'accertata intossicazione acuta da cocaina".
È uno dei passaggi delle motivazioni con cui i giudici del Tribunale di Milano hanno assolto, lo scorso aprile, le due guardie giurate, ritenute "non punibili" per aver agito "nell'adempimento del dovere". Sala, immobilizzato a terra, è morto la notte tra il 19 e il 20 agosto del 2023, mentre "aveva in corso da circa sei ore (prima della constatazione del decesso) un'ischemia acuta del cuore, patologia del tutto sconosciuta ai due imputati che si trovano invece concretamente di fronte un soggetto animato dall'evidente volontà di accedere ad ogni costo al sito Sky, in assenza di una plausibile giustificazione". I due imputati sono "del tutto ignari che il delirio eccitato in corso non era gestibile dallo stesso Sala che lo stava anch'egli subendo".
La dimostrazione della "correttezza" dei vigilantes viene dedotta quando compare il primo sintomo di sofferenza di Sala, cioè quando Sala rigurgita dalla bocca della sostanza biancastra, i due imputati "desistono immediatamente dal contenimento, lo girano in posizione supina e iniziano su di lui le manovre rianimatorie". Per quanto a loro conoscenza, era un "malintenzionato" che voleva entrare in Sky, ma quella "percezione erronea alla base dell'azione commessa" appare ai giudici "realistica e plausibile".
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