Cento contro uno. Youtuber, influencer, atleti RedBull da una parte, Max Verstappen dall’altra. Il fuoriclasse olandese ha preso parte alla più grande gara di Kart della storia, sul circuito di Silverstone. Partendo ultimo, la sfida era chiara: portarsi al comando entro 30 giri. Al via ha una muraglia davanti a sé, ma nella prima tornata ne supera 63. «Niente male come inizio», commenta divertito via radio. In un amen il quattro volte Campione del Mondo si ritrova a inseguire il terzetto di testa, che gira però tre secondi più lento.
Il giudice di gara concede loro un giro veloce extra, ma poco cambia. Allunga solo di qualche istante l’inesorabile destino. Super Max arriva, ne supera due insieme e poi completa il centesimo sorpasso al quattordicesimo giro dei trenta a disposizione. «Quando ho visto dove sarei dovuto partire ero un po’ preoccupato», confessa il più giovane della storia a conquistare un Gp di Formula 1. «Dopo il primo giro ho capito che la situazione era sotto controllo, ho cominciato a superare tutti e mi sono divertito parecchio. È stato bello salire di nuovo su un go-kart e tornare alle basi: mi ha ricordato le corse di quando ero ragazzino».
In una stagione di transizione per lui e la sua RedBull, ancora a quota zero vittorie, Verstappen ha centrato così il primo successo di questo 2026. Quando si tratta di talento puro, e il mezzo è uguale per tutti, nessuno guida meglio di lui. Certo, gli avversari non erano Antonelli, Hamilton o Norris, ma Max vive per la competizione e odia perdere. Che si tratti di una partita a carte, di un gioco da tavolo o del calcetto del martedì sera con gli amici di una vita. Alla domanda sul significato di questo successo, ha risposto infatti così: «Credo sia il più bello di sempre». Con un po’ di ironia, ma nemmeno troppa. Perché vincere piace a tutti e perché ogni tanto è bello tornare un po’ bambini.
