Ma che sapore ha la vittoria? Lo stesso Bulega stenta a crederlo. Adesso è tutto vero: è campione del mondo del mondiale Superbike. Un successo ottenuto su suolo italiano, sul circuito di Cremona, con ben due gare di anticipo. All’arrivo si stringe intorno a lui tutto il team. Gli è bastato un secondo posto alle spalle di Lecuona in gara 2 per mettere la parola fine ad una stagione capolavoro. «È una liberazione - confessa commosso - sono incredibilmente felice, devo dire grazie a loro. Mi hanno dato una opportunità incredibile, hanno creduto in me. Sognavo di vincere il campionato, averlo fatto qui in Italia è ancora più speciale», guardando uno a uno i ragazzi del team Ducati Aruba.
Tra i primi a complimentarsi anche Max Biaggi, l’ultimo italiano a vincere nel campionato delle derivate di serie, sempre su una moto italiana, ma allora era l’Aprilia, rispettivamente nel 2010 e 2012. «Mi avete fatto aspettare un po’ troppo... Sono contento che Nicolò possa aver preso questo titolo. E’ bello che un italiano prenda il testimone con moto italiana, sponsor italiano proprio come accadde a me», ha commentato il Corsaro ai microfoni di Sky.
Per Nicolò questo titolo rappresenta una consacrazione di un percorso molto in salita, iniziato nelle file dell’Accademy e del team VR46 nel Mondiale Moto3 con aspettative altissime perché ritenuto da tanti il pupillo e possibile erede di Valentino Rossi anche per una certa somiglianza fisica. «La pressione era troppo alta per un ragazzo così giovane al debutto - ha aggiunto Max - e questo ha inciso moltissimo sul rendimento, ma ha saputo ritrovarsi. Il mondiale Superbike è ad un livello molto alto. Certamente la MotoGp è il massimo della tecnologia, ma credo che lui abbia le capacità per fare bene. Nicolò andrà a sfidare piloti con molta esperienza. Il primo anno non aspettiamoci di vincere subito, ma magari arrivano delle soddisfazioni». La prossima stagione, infatti Bulega tornerà dove tutto è iniziato: nel team del Doctor, ma questa volta nella classe regina in sella ad una Ducati VR46. Con la vittoria del titolo iridato Niccolò ha chiuso un cerchio. Adesso è maturo per una nuova sfida.
