Fred Vasseur ha ragione quando dice che «è difficile stare sereni con le voci su Horner... è una situazione frustrante. Queste cose non dipendono da me. Il signor Horner sta cercando un lavoro e lo sanno tutti...». Ma dovrebbe sapere che la Ferrari è la Ferrari e, come racconta Maurizio Arrivabene : «Se pesi 80 chili il giorno che entri a Maranello come responsabile del team è come se tu ne pesassi 130 o 150». Nulla da quelle parti è normale. D’altra parte non lo è neppure lo stipendio. Ma di questo pare Vasseur non si lamenti. Il modo migliore per scacciare le voci ed allentare la pressione sarebbe quello di vincere, se non altro per onorare la promessa del presidente che nel settembre del 2022 aveva previsto una Ferrari vincente entro il 2026. La Ferrari però non vincerà il Mondiale neppure questa volta e l’anno prossimo potrà festeggiare il ventennale in bianco.
A Baku ha collezionato la quinta gara di fila fuori dal podio. Da quando si era ricominciato a credere nel Mondiale Costruttori, puntando sulla mancanza di affidabilità di Mercedes, la Scuderia ha inanellato un flop dietro l’altro. Gli aggiornamenti non hanno aggiornato, le evoluzioni non hanno evoluto e adesso anche i piloti cominciano a perdere la pazienza perché si stanno stufando di fare figuracce in pista e sentire un team principal che non si assume mai esplicitamente la colpa, ma che in compenso se c’è da puntare il dito contro uno dei piloti, lo fa. Hamilton e Leclerc continuano a difendere Vasseur pubblicamente, ma cominciano ad avere dei dubbi sulla sua gestione. Charles con la sua sincerità lo ha pure fatto arrabbiare, svelando davanti alle telecamere l’ultimo segreto di Pulcinella della Casa: «Avevo l’ultima specifica del motore. Non so se ho detto qualcosa che non si doveva dire, ma pensavo si sapesse». Perché la Ferrari non volesse rilevarlo non è chiaro. Ma grazie a Charles ora sappiamo che pure l’Aduo2 non ha portato ai risultati sperati. Anche a Baku la Ferrari era diventata la quarta forza in pista e solo la debacle McLaren le ha consentito di guadagnare punti sul team papaya, aumentando il vantaggio al secondo posto. Ora arrivano subito Malesia (Gp del Bahrein) e Singapore, una volta terra di conquista delle rosse che a Sepang festeggiarono con le parrucche rosse il mondiale Costruttori del 2000, l’inizio dell’era Schumacher. A Monza si è celebrata l’eredità Schumi, ma oggi pare che i primi a non aver capito che cosa significasse, siamo proprio gli uomini al comando a Maranello. Horner, anche per i mezzi usati, potrebbe non essere la soluzione, ma è il momento di guardarsi attorno.
