Un anno fa c’erano Leclerc in pole e Hamilton quasi in lacrime a raccontare di sentirsi inutile. Anche Kimi non ebbe un weekend memorabile, ritrovandosi 15° al via e con un solo punticino al traguardo. In un anno il mondo si è capovolto. Antonelli e Hamilton sono in testa al campionato e Leclerc insegue il primo podio su una pista dove non è ancora riuscito a piazzarsi fra i primi tre. Sulla pista che quarant’anni fa rappresentava il fronte orientale della Formula 1, il campionato arriva all’ultima tappa prima della pausa estiva interrogandosi ancora su quante gare ci saranno da fine agosto in poi.
Sulla carta la Ferrari dovrebbe essere più vicina alla Mercedes, ma quest’anno i pronostici sono regolarmente saltati e la Scuderia ha brillato a Silverstone e Spa, due piste che non la favorivano certo. Per Hamilton la favorita è ancora la Mercedes, ma la Ferrari porta in pista anche un’evoluzione della sua ala Macarena per cercare di avvicinarsi anche in classifica a Kimi. «Sono in una situazione totalmente diversa rispetto allo scorso anno e sono davvero grato alla squadra per ciò che siamo riusciti a sviluppare, i pezzi del puzzle si sono mossi e messi insieme, e ora arriviamo qui con una grande vettura, con un pacchetto complessivo molto competitivo, con cui possiamo lottare», ha detto Lewis Hamilton che in Ungheria ha vinto otto volte, conquistando nove pole. Se c’è un padrone di casa è lui. E comunque qui la pole ha portato solo a tre vittorie nelle ultime dieci gare. Non conta più di tanto.
