Non c’è pace del circus dorato della Formula 1. Dopo le infinite polemiche per le nuove regole e la gestione cervellotica della batteria nelle power unit di nuova generazione, la Fia ha deciso di cambiare di nuovo. L’annuncio è arrivato direttamente dal numero uno della Federazione Internazionale dell’Automobile e suona come un ritorno al passato. Secondo il numero uno della Fia Mohammed bin Sulayem, inseguire la complessità e la sofisticazione estrema ha reso la Formula 1 troppo asettica e poco coinvolgente. Per riavvicinarsi ai tifosi storici del motorsport bisogna fare un passo indietro, alleggerire e rendere più semplici le monoposto, con motori che diano emozioni. Un passo ambizioso che potrebbe rivoluzionare ancora la categoria regina delle corse a ruote scoperte in tempi più rapidi del previsto: il presidente degli Emirati Arabi sembra determinato ad introdurre il nuovo regolamento entro il 2030 per evitare l’emorragia di ascolti ed appassionati.
Torna il V8, più leggero e “coinvolgente”
La ricetta presentata da Bin Sulayem nel comunicato stampa ufficiale della Fia è chiara: per riavvicinare i tifosi storici alle gare di Formula 1 serve tornare al passato, a vetture potenti, leggere ma che si richiamino al glorioso passato della F1. Intervistato a margine della storica 24 ore di Le Mans, il leader dell’automobilismo mondiale ha dichiarato che “L'obiettivo è mantenere la semplicità, al minor costo possibile, e offrire agli spettatori un sound del motore coinvolgente".
La cosa non dispiacerebbe affatto alla Ferrari e agli altri cinque produttori di motori per la Formula 1, considerato che il costo di una singola power unit potrebbe passare da 1,5 milioni di euro a meno della metà, 700.000 €. Le conseguenze sul peso delle monoposto sarebbero importanti: si potrebbe passare dagli attuali 768 chili di peso minimo a circa 630, con una potenza media di almeno 700 cavalli. Secondo Sulayem, le vetture sono pesanti e questo non fa bene al pilota; non sono sicure". La soluzione sarebbe in un vero e proprio ritorno al passato, al glorioso V8 che ha fatto la storia della Formula 1 negli anni 60 e 70 del secolo scorso. “Siamo pronti per un nuovo motore nel 2031; stiamo addirittura cercando di anticipare il 2030, e sarà un V8. La decisione è stata presa".
Cambio voluto da squadre e tifosi
A favorire questa architettura collaudata rispetto a soluzioni più esotiche è stata la necessità di contenere l’escalation dei costi: per sviluppare le nuove power unit servirebbero circa 200 milioni di euro, molto meno del miliardo e 300 milioni investito dalla Red Bull per sviluppare il nuovo motore, cosa che per Sulayem è “ridicola”. Considerati i tempi solitamente biblici della Fia, i tempi ristretti sembrano far capire che l’attuale power unit, un piccolo V6 turbo con componente elettrica al 50%, non sia piaciuto proprio a nessuno. Bin Sulayem conferma che il nuovo motore sarà ancora ibrido ma aspirato e con potenza elettrica molto più piccola. Questa è un’evoluzione successiva all’accordo tra Fia e scuderie per la riduzione della componente elettrica e delle relative batterie al 42% dell’anno prossimo e al 40% nel 2028. Il ritorno alla semplicità come principio base è dovuto alle violente proteste di molti piloti, a partire da Max Verstappen, che ha definito le vetture 2026 una “Formula E sotto steroidi”, minacciando di abbandonare la Formula 1.
In un comunicato stampa della Fia si legge che “l'accordo fa seguito a discussioni iniziate dopo le prime gare della stagione 2026, a seguito di preoccupazioni emerse in merito alla gestione energetica". La speranza è che la nuova Formula 1 più economica, rumorosa e meno elettrica riesca a riavvicinare allo sport i tanti tifosi storici che non ne vogliono sapere di batterie, gestione energetica e sorpassi finti.