Dopo dieci tentativi, Max Verstappen sfata la maledizione che gli aveva impedito finora di vincere sul cittadino di Singapore. Gara senza storia quella del quattro volte campione del mondo che parte bene, gestisce con calma il vantaggio sui rivali e completa l’en plein a Marina Bay con la vittoria della gara lunga. Alle sue spalle un convincente Charles Leclerc, giunto a poco più di sette secondi da Max ma il più contento di tutti è sicuramente Kimi Antonelli. Il bolognese rischia poco o niente ma viene agevolato dalla battaglia tra Hamilton e Norris per salire sul gradino più basso del podio. Il nono posto di Russell consente al talento azzurro di portarsi a 102 punti sul compagno di squadra. Se Kimi dovesse vincere e Russell arrivare nono, Antonelli sarebbe il primo campione del mondo italiano 73 anni dopo Alberto Ascari.
Verstappen c’è, bene Leclerc
L’affascinante gara notturna sul circuito cittadino di Marina Bay prende il via con i dubbi sulla strategia delle gomme: se Verstappen partirà con le soft come Leclerc, il muretto Ferrari decide di scompaginare le carte montando le medie sulla SF-26 di Hamilton. Al pronti via, gran partenza del monegasco, il cui attacco, però, viene frustrato dalla puntuale chiusura da parte del quattro volte campione del mondo. Antonelli parte altrettanto bene e, forse, potrebbe puntare il terzo posto di Lewis Hamilton ma preferisce desistere per non rischiare l’incidente che sarebbe un regalo al compagno di squadra. Leclerc si mantiene a circa mezzo secondo dal leader della gara mentre George Russell inizia la faticosa rimonta dall’ultima posizione dalla quale era stato costretto a partire dopo la sostituzione della power unit.
Vetture di testa separate da circa un secondo, con il giro veloce che passa dal volante di Verstappen a quello di Leclerc. Quando l’Audi di Gabriel Bortoleto lo lascia a piedi per un problema al cambio, la direzione gara attiva la virtual safety car, congelando posizioni e distacchi. Curioso che nessuno pensi a rientrare ai box per montare le hard e provare ad arrivare fino alla bandiera a scacchi. Quando si riprende a correre, Verstappen cambia marcia per difendersi da un eventuale overcut da parte di Leclerc mentre il monegasco si informa sul ritardo nei confronti di Russell, ora dodicesimo. Mentre Antonelli rimane sotto il secondo di distacco da Hamilton, Leclerc perde contatto con la testa della gara.
Verstappen vola, Ferrari ok
Visto che sta perdendo troppo nei confronti di Leclerc, il box delle Rosse richiama Hamilton ai box al giro 19: l’inglese torna in pista dietro alla Racing Bulls di Lawson. Appena non ha più davanti la Ferrari di Lewis, Antonelli può abbassare i tempi, limando decimi ogni giro dal vantaggio del monegasco. Se Leclerc è ormai ad oltre sei secondi da Verstappen, il muretto Mercedes avverte il bolognese che ha già superato i limiti del tracciato per ben due volte. Russell guadagna posizioni con regolarità mentre l’olandese può gestire oltre sette secondi di vantaggio. Hamilton piazza il giro veloce al momento giusto, evitando che Antonelli gli rientri davanti dopo la sosta per il cambio gomme. Interessante il fatto che la McLaren di Norris abbia scelto una strategia ad una sola sosta, chiedendo al campione del mondo altri 15 giri in pista.
Dopo una sosta un po’ lenta, Leclerc rientra in pista davanti ad Hamilton, che gira parecchio più veloce ma non ne vuole sapere di lasciare pista libera al compagno di squadra. Nel frattempo Verstappen accumula secondi preziosi per non perdere la prima posizione dopo il pit-stop. La buona notizia per Antonelli è che Russell è bloccato all’undicesimo posto tra Bearman ed Ocon. Non si sono ancora fermati Verstappen e le due McLaren mentre il lungo in curva 7 che pianta sul tracciato l’Alpine di Colapinto è solo una breve distrazione. L’olandese rientra davanti sia a Piastri che a Leclerc mentre il pit-stop di Norris è un po’ troppo lungo.
Leclerc ci prova, errore Hamilton
A complicare la gara quasi perfetta di Kimi Antonelli, ecco la bandiera bianca e nera, ultimo avvertimento prima di una penalità per superamento dei track limits. Il bolognese si lamenta per un comportamento anomalo della sua W17 ma torna a girare forte prima che il problema all’Aston Martin di Stroll faccia scattare una nuova virtual safety car. Invece di approfittare subito dell’occasione, Russell non riesce a rientrare ai box prima che si torni a correre, lasciandosi scappare una chance di guadagnare posizioni gratis. Anche se Hamilton ha parecchi secondi di vantaggio, Leclerc spinge forte per avvicinarsi prima possibile: spavento per Antonelli quando, poco prima di rientrare ai box, si lamenta per un problema ai freni. A 17 giri dalla bandiera a scacchi, Leclerc supera il compagno, riprendendosi la seconda posizione. Russell molto nervoso negli scarichi di Gasly ma il francese è un osso duro da superare: l’inglese riesce nella manovra al giro 48, quando Antonelli rischia una penalità.
Netto rallentamento per Hamilton, con le gomme in crisi: Norris è a soli due secondi ma cambiare ora, a soli 12 giri dalla bandiera a scacchi, sarebbe una calamità. Tutt’altra storia per Leclerc, che guadagna ben due secondi in un solo giro su un Verstappen in modalità risparmio energetico. A nove giri dalla fine Hamilton ha negli scarichi Norris ed Antonelli ma le gomme sono quasi distrutte: Lewis va lungo per difendersi e Kimi ne approfitta per infilare Norris e superare poco dopo il ferrarista. Al giro 55 il campione del mondo in carica conquista la quarta posizione mentre Verstappen ha iniziato a girare più forte per frenare la rimonta di Leclerc. Hamilton fatica a tenere in pista la sua Ferrari e prova disperatamente a difendersi dagli attacchi di Piastri, venendo superato all’ultimo giro. Subito dopo l’arrivo si scoprirà che l’infelice decisione di rimanere in pista è stata del pilota inglese e non del muretto. Alla fine prima vittoria a Singapore per Max Verstappen davanti a Leclerc ed Antonelli, che avrà il primo match-point tra due settimane ad Austin.
