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I 10 anni dell’accordo che ha salvato il Gp

Quando Aci e Regione Lombardia convinsero Ecclestone a non cancellare Monza

Accordo Gp Monza

Due settembre, oggi, dieci anni fa. Monza, il gran premio è salvo, la battaglia politica e contabile, due anni di contrasti e rinvii, va a concludersi, l’ipotesi di perdere la corsa e, insieme, la storia della F1 italiana, trova soluzione in un patto d’onore e di sostanza: Roberto Maroni, presidente della Regione lombarda, mette impegno e faccia nel contenzioso, Bernie Ecclestone, capo di Formula One Management, tiene duro, dopo alcune provocazioni «la F1 costa se non avete i soldi fatevi la Formula elettrica!» accetta e incassa, Angelo Sticchi Damiani, allora presidente Aci coordina, gestisce e porta alla firma storica.

Partecipano all’evento Jean Todt, presidente Fia e Flavio Briatore, le cifre del contratto sono forti: 17 milioni di dollari in più rispetto all’accordo in essere (4,5 milioni), la disponibilità di Maroni, con 5 milioni stanziati in giunta dalla Regione, l’azione del governo Renzi, cambiarono l’impostazione generale dell’impegno, Ecclestone si lanciò in cortesie: «Spero che si corra a Monza per i prossimi 100 anni», Todt volò più basso: «almeno per 50 anni», 22-23-24 i milioni nei primi tre anni, poi 100 milioni in cinque anni, infine, il 24 novembre del 2024 Sticchi Damiani e Stefano Domenicali, presidente e Ceo di Formula One Group, rinnovano l’accordo fino al 2031.

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