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Motori

Il vecchio e il bambino. Alonso e Kimi, destini incrociati

Corre da un quarto di secolo. Il bolognese non era nato quando debuttò. Oggi F1 a Sepang

epa13130112 Aston Martin driver Fernando Alonso of Spain walks in the paddock before the first free practice session for the Formula One Hungarian Grand Prix at the Hungaroring circuit in Mogyorod, Hungary, 24 July 2026. The Formula One Hungarian Grand Prix race takes place on 26 July. EPA/Zoltan Balogh HUNGARY OUT

Con la Formula 1 che arriva in Malesia, dove non si correva da dieci anni, salta all’occhio una statistica: solo dieci dei piloti attuali hanno già gareggiato a Sepang e solo tre hanno vinto sulla pista dove Giancarlo Fisichella il 19 marzo 2006 ottenne quella che fino a pochi mesi fa era stata l’ultima vittoria di un pilota italiano. I tre piloti che hanno già vinto in Malesia sono Alonso, Hamilton e Verstappen. Fernando ha vinto addirittura tre volte e con tre scuderie diverse: Renault (2005), McLaren (2007) e Ferrari (2012). L’highlander della Formula 1 è ancora qui e, anzi, ha appena rinnovato il contratto con l’Aston Martin che sembra lo schizzo malriuscito di un bambino più che un progetto di Adrian Newey.

A 45 anni compiuti il 29 luglio, è ancora qui a sbattersi con una macchina che una sola volta quest’anno gli ha permesso di superare la Q1. È diventato anche padre, avrebbe un motivo in più per stare a casa. Ma lui no, insiste. È ancora convinto di poter vincere. Intanto si limita a scherzare. Venerdì a Baku, dopo l’ennesima qualifica disastrosa, ha detto ai giornalisti: «Peccato, ho sbagliato la staccata alla curva 12, altrimenti sarei stato in pole» Con una macchina che aveva preso 3 secondi da Russell Almeno non gli è passato il buon umore, anche se ogni tanto si lascia andare via radio in qualche messaggio alla Alonso. Dopo che nel 2015 aveva bollato come «GP2 engine» il motore Honda, proprio nel Gp del Giappone, non ha osato dire altro quando ha ritrovato la Honda quest’anno. Ma il suo «Non parlatemi più o spengo la radio» è ancora leggendario come il «Leave me alone» di Raikkonen.

La carta d’identità di Alonso ci racconta un’altra cosa: quando lui ha debuttato in Formula 1 il 4 marzo 2001 con la Minardi, Kimi Antonelli non era ancora nato. E non è l’unico, a dire il vero, perché ci sono anche Piastri, Lawson, Colapinto, Hadjar, Bortoleto, Bearman e Lindblad, che è il baby del gruppo. Ma se Antonelli dovesse conservare fino a fine campionato anche uno solo dei 66 punti di vantaggio che ha ora, Alonso vedrebbe diventare campione del mondo un pilota nato ben cinque anni dopo il suo esordio in Formula 1. Il vecchio e il bambino. Chissà, magari si prenderanno per mano come nella canzone del maestrone.