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Motori

Kimi, Nicolò e quel segreto: l’Emilia fra kart e minimoto

Uno leader in F1, l’altro iridato Superbike sono figli di una terra che non è solo madre di Ferrari, Lamborghini e Ducati ma di ragazzi, cresciuti su piccoli circuiti, che i motori sanno farli cantare

Per un soffio Kimi Antonelli, 20 anni, ha visto sfumare la prima posizione per pochi millesimi da parte di Lando Norris, 26 anni

Tra la via Emilia e il West ci trovi Autogrill, il Vecchio e il Bambino e pure il Pensionato. Se poi esci dai testi del poeta che ci ha appena lasciati, ci trovi anche dei piloti, tanti piloti. La Motor Valley non è solo terra di auto e moto magnifiche e imprendibili come Ferrari, Maserati, Lamborghini, Dallara, Ducati o Pagani. È anche terra di uomini che quei motori li sanno far cantare. Il primo è stato un certo Enzo Ferrari che per fortuna era bravo, ma non bravissimo, altrimenti avrebbe fatto solo il pilota e non si sarebbe inventato quel che sappiamo. Lui arrivava da Modena, il confine occidentale. Se corriamo giù fino a Rimini invece ormai troviamo più motociclisti che bagnini. Da Simoncelli a Bezzecchi, passando per Bastianini, Pasini e Casadei. Se dobbiamo andare indietro non possiamo scordare Cadalora, Capirossi, Dovizioso, Melandri

Una regione che mette insieme Verdi e la Laura Pausini, Luciano Pavarotti e Lucio Dalla, Francesco Guccini e Raffaella Carrà, senza scordare Zucchero e Gianni Morandi, qualcosa di speciale nell’aria deve pur respirarlo. «È una terra di nichilisti ed empirici, balzani e creativi scriveva Edmondo Berselli - capaci di dedicarsi ferocemente al piacere satanico dei motori, tra le Ferrari, le motociclette e l’odore della benzina combusta». E tra quelli che si dedicano ferocemente ai motori, oggi ne abbiamo alcuni tra i più veloci del mondo. Prendete Kimi Antonelli, bolognese che più bolognese non si può, leader del Mondiale di F1. Oppure Nicolò Bulega che arriva dal west, da Montecchio Emilia, che sta nel Reggiano e ha appena vinto il Mondiale Superbike guidando una Ducati. E poi c’è il Bez che è ancora in corsa per il regno MotoGp contro due spagnoli assatanati, gli unici che riescono a tenere botta contro gli emiliani-romagnoli, gente che impara prima ad andare sulle minimoto e i kart che a camminare.

Chissà come si divertirebbe Alex Zanardi a vedere che quaggiù il parco giochi di quelli come lui continua. Lui era il prototipo perfetto: veloce, sorridente, generoso, spericolato e spettacolare. Unico, ma con tanti eredi made in Emilia Romagna.