Quando si cominciano a guadagnare punti anche in giornate così, insomma quando si vince pur senza vincere, significa che davvero può essere il tuo anno. Il terzo posto di Kimi Antonelli significa tanto in una gara in cui scattava dal 7° posto. È il trionfo della maturità di un ragazzo che solo dopo la prossima gara in Olanda compirà 20 anni. Ha guadagnato quattro posizioni passando in pista i suoi rivali più vicini in classifica e allungando a 50 punti il vantaggio su Hamilton e a 59 quello su Russell, rimasto fermo al via e poi risalito fino al 7° posto. «Abbiamo dovuto inventarci qualcosa a livello strategico, abbiamo valutato anche di fare una sola sosta, ma poi le gomme non reggevamo e abbiamo cambiato», ha detto Kimi salendo sul podio dietro a Norris e Verstappen. Andare alla pausa con questo vantaggio è qualcosa di inimmaginabile: «Me lo avessero detto prima del via ci avrei messo la firma», ha ammesso Wolff sottolineando anche i 72 punti sulla Ferrari.
L’undicesima gara del campionato riporta in vita il campione del mondo e il team papaya evoluzione dopo evoluzione torna della partita. Forse, come suggerisce qualche maligno, Toto ha dato un boost al motore McLaren per riportarla davanti alla Ferrari. In realtà la Ferrari ha fatto tutto da sola su una pista dove partiva come favorita non è riuscita a prendere nè la pole, nè il podio. È mancata l’esecuzione. «Abbiamo fatto troppe scelte sbagliate», ha ammesso con onestà Vasseur. Troppi errori, anche strategici perché richiamare ai box Hamilton e Leclerc sotto Virtual Safety Car alla fine è stato un danno. Verstappen e Antonelli, non fermandosi, sono passati davanti e Hamilton si è pure preso 5 di penalità per eccesso di velocità in corsia box. Lewis si è preso 5 penalità nelle ultime quattro gare («Non andava fatta l’ultima sosta, da parte mia troppi errori»).
La McLaren ha perso per strada Piastri, rottura del cambio, ma ha fatto un salto avanti enorme. «È più forte del Lando che ha vinto il Mondiale lo scorso anno», assicura Andrea Stella che ha sempre creduto nella resurrezione papaya. La mossa del weekend però è stata il sorpasso di Verstappen a Hamilton al 16° giro. Nascondendosi dietro a Lawson è piombato all’interno della prima curva e con una staccatone di quelle che qui un tempo facevano i Piquet, ha passato il sette volte campione.
