Mourinho contro due tabù e il Cassano del desiderio

nostro inviato ad Appiano Gentile

È all’interno di un laicissimo processo di beatificazione, adesso Antonio Cassano è diventato un modello buono. Lo dice anche Gigi Del Neri che ce l’ha oggi e lo ha avuto alla Roma: «È cambiato? È maturato perché gli anni passano per tutti e in questo momento si diverte, ha una condizione fisica ottimale, lavora e si è inserito nel gruppo. L'ho visto cambiato rispetto ai tempi della Roma. Si muove bene e ha dei colpi che fanno lievitare le nostre qualità. E poi un allenatore non deve reprimere la fantasia dei propri giocatori». A Roma i due pur di non incrociarsi facevano il giro largo. Per Antonio doveva essere un tormento fare il giro largo, energie sprecate, lo ha scritto anche nella sua biografia, ma erano altri tempi. Adesso Del Neri ha tanto coraggio: «Eto’o e Milito fanno paura? Anche Cassano e Pazzini se è per questo». Chi era a Bogliasco ha avvertito la presenza di un tecnico gonfio che ci tiene un sacco: «Affrontiamo i campioni d’Italia, quindi non abbiamo nulla da perdere. E punto tutto su Cassano».
Ma con tutto il rispetto questa onda anomala che lo spinge in nazionale sembra più uno sgarbo nei confronti di Marcello Lippi, ex doriano, che lo ignora. Cassano ha svelato che alla vigilia del mondiale tedesco il ct gli ha telefonato e ha spiegato che non lo convocava perché Capello a Madrid lo teneva fuori rosa. Proprio Capello, uno che reputa fra i migliori di questi ultimi vent’anni insieme a Mourinho. Ora ha in mente solo una maglia azzurra per il Sud Africa con probabilità di successo trascurabili. E poi da Genova non sono tutti d’accordo con la nuova immagine del loro talento. Qualcuno sussurra che lui resta indisciplinato ma non fa del male a nessuno, giorno dopo giorno scopre il mondo, ingenuo e generoso, sempre pronto a fare amicizia. E non si nasconde mai, le combina alla luce del sole. Adesso fa outing, racconta le sue malefatte e compiange chi ha costretto a subirle, riconosce quanta pazienza ha chiesto a chiunque gli sia stato vicino e si proclama pentito.
La coppia Del Neri-Cassano comunque per l’Inter non evoca trionfi. Sebbene separati sono stati loro a infliggere i castighi più pesanti a Mourinho. Almeno sotto l’aspetto numerico. Del Neri e l’Atalanta rifilarono il celeberrimo 3-1 in campionato, Cassano e la Samp il tambureggiante 3-0 in semifinale di coppa Italia. A Bergamo ci fu la famosa parabola di José sullo scudetto vinto in segreteria, a Genova si assistette a Rivas in dribbling al limite della sua area su Cassano finito tragicamente. Ma poi Cassano a Josè piace? Di certo gli ha spiegato perché non ha mai perorato il suo acquisto: «Ci ha fatto gol». Sono schietti, una cosa in comune i due ce l’hanno, mentre tutta Italia continua a ignorare perché il ct non vuole Cassano. Sarebbe stato bello sentire Josè che dopo Cambiasso ha mandato Lucio a parlare di Inter-Samp. Peccato perché Josè ieri non correva certi rischi, tipo: «È più felice a inseguire o stare davanti?». Domanda che gli è stata veramente rivolta in una delle recenti sessioni.
Niente di tutto questo, Lucio ha parlato di Juventus, Rummenigge, Pato, Ronaldinho e Gesù, ma neppure una virgola su Castellazzi e Gastaldello. Eppure l’Inter è prima e inspiegabilmente tirata: Materazzi ha rilasciato un’intervista abbastanza piccata sulle incongruenze che hanno portato all’espulsione di Mourinho e alla non espulsione di Felipe Melo reo di frasi ben più dure nei confronti del direttore di gara: «Ecco perché non parla». Manca Sneijder a riposo per la Champions, l’unica notizia è la oscura non convocazione di Muntari che restringe a quattro i centrocampisti in mano a Josè per Marassi. Santon e Balotelli senza motivi oscuri, restano ai margini, la Samp corre, gioca e ha Cassano, l’Inter prima in classifica dovrebbe viverla con un respiro più ampio.