La conferma è stata data nelle scorse ore, e a nulla è valsa la campagna denigratoria nei suoi confronti a cui si è assistito negli ultimi mesi: Beatrice Venezi, a partire da ottobre 2026 e per i prossimi 4 anni, sarà il direttore musicale dell'Orchestra del Gran Teatro La Fenice di Venezia.
Dopo la riunione del Consiglio di Indirizzo, presieduto dal sindaco della città lagunare Luigi Brugnaro, durante la quale è arrivata la ratifica della nomina, il soprintendente Nicola Colabianchi ha esposto in una lunga lettera le motivazioni alla base della decisione. All'interno della relazione, lunga tre pagine, Colabianchi ha spiegato di aver voluto rendere pubbliche le ragioni della scelta per "senso di responsabilità istituzionale" e anche a causa della grande "attenzione mediatica" che il caso ha inevitabilmente generato. Il Soprintendente ha parlato di una certa renitenza nei riguardi della nomina della Venezi, per via della giovane età e dell'essere donna, anche se i sindacati e gli orchestrali si sono ufficialmente lamentati solo della sua scarsa esperienza e dell'ancora poco prestigioso curriculum musicale, da loro ritenuto insufficiente per l'incarico che sarebbe andata a ricoprire. Una considerazione, questa, contestata esplicitamente dallo stesso Colabianchi, il quale ha invece voluto rimarcare la preparazione del direttore d'orchestra lucchese.
"È in questo solco che si colloca la mia decisione di nominare il Maestro Beatrice Venezi quale direttore Musicale del Teatro La Fenice", spiega il soprintendente, "una scelta che assume consapevolmente anche il valore di un investimento sul futuro, non ultimo in ragione della sua giovane età". "In un contesto spesso segnato da percorsi direttoriali lunghi e insistiti", si legge ancora, "la decisione di affidare un incarico di tale rilievo a un'esponente di una nuova generazione rappresenta un atto di fiducia nella capacità di costruire continuità e percorsi nel medio e lungo periodo, assicurando al Teatro una prospettiva di sviluppo e di rinnovamento".
La decisione presa è figlia di una "coerenza artistica e progettuale di natura strettamente musicale", considera Colabianchi, dal momento che la Venezi possiede "una formazione direttoriale solida, fondata su una conoscenza approfondita della partitura e su un metodo di lavoro orientato all'analisi strutturale del testo musicale”: una situazione, quindi, "pienamente coerente con l'identità del Teatro La Fenice". "Il direttore musicale oggi non è soltanto un interprete sul podio, ma una figura chiamata a concorrere alla continuità dell'indirizzo artistico, al dialogo con le strutture interne e alla rappresentanza dell'immagine del Teatro", precisa il Soprintendente, senza sminuire ovviamente "il valore simbolico di una scelta che contribuisce alla normalizzazione della presenza femminile nei ruoli apicali della musica".
I sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fials annunciano ancora proteste: "Non si capisce proprio perché a distanza di sei mesi dalla decisione di nominare Beatrice Venezi direttore musicale il sovrintendente decida ora di rispiegare al Consiglio di Indirizzo de La Fenice le ragioni che l’hanno portato ad imporre questa nomina senza nessun confronto creando una situazione divenuta ora ingestibile", ha affondato il segretario Slc Cgil Veneto Nicola Atalmi. "Senz'altro si tratta di un classico caso che gli antichi definivano 'excusatio non petita, accusatio manifesta'. Il pasticcio lo ha fatto lui ed ora non serve a nulla arrampicarsi sugli specchi", ha aggiunto.
"C'è stato solo il solito ‘metodo Brugnaro’, decidere da padrone e non da rappresentante delle istituzioni. Quando si forza una nomina così divisiva senza cercare confronto e condivisione, significa che si vuole scientemente lo scontro frontale, incuranti dei danni prodotti al Gran Teatro La Fenice", ha commentato la Cgil Venezia.