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Musica

Lozakovich, il grande gesto del grande violinista

Daniel Lozakovich, 25 anni, il principe assoluto dei violinisti della sua generazione, ha voluto presentare al pubblico quel fratello che per anni lo ha seguito come spettatore speciale

Daniel Lozakovich

da Verbier

«È il nostro primo concerto insieme». Con queste parole la star del violino Daniel Lozakovich alza la mano del fratello Timothy, pianista, consegnandolo agli applausi del pubblico. Lui che è .sempre al centro della scena – il più applaudito, il più atteso, l’artista da sold out – si ritrae nell’ombra, a un metro dal fratello, per fargli sentire la sua presenza. Poco prima lo aveva accompagnato fino al pianoforte: Timothy è non vedente dalla nascita. Daniel Lozakovich, 25 anni, il principe assoluto dei violinisti della sua generazione, ha voluto presentare al pubblico quel fratello che per anni lo ha seguito come spettatore speciale. Ha voluto che fosse lui a ricevere un applauso sempre più intenso, cresciuto brano dopo brano fino all’ovazione finale.

È accaduto al Festival di Verbier, ritrovo dell’élite del concertismo, dove Daniel Lozakovich spicca tra le figure di maggior rilievo. È uno di quei rarissimi artisti che non dividono pubblico e critica. Il suo talento è un dato di fatto, così come la maturità delle sue interpretazioni, sorprendenti per profondità e intensità nonostante la giovane età.

Dopo questo gesto non cambia il valore del musicista, ma si comprende meglio cosa rende così speciale questo giovane uomo cresciuto in Svezia ma di radici uzbeke, tatare ed ebraico-bukhariane. Lozakovich ha costruito un programma con le pagine che il pubblico si attendeva da uno come lui: un Bach sublime, un Kreisler funambolico. Ma al centro del recital ha voluto lasciare spazio a brani solistici del fratello, alternati a pagine eseguite insieme. Con la voce appena tremante alla fine ha spiegato che, se oggi è violinista, lo deve al fratello, più piccolo di quattro anni. Il violino è stato un modo per stargli vicino attraverso il suono, entrando con la musica nel suo buio. Quando si ripercorrerà la carriera di Daniel Lozakovich, ricorderemo questo recital perché uno dei più grandi violinisti del nostro tempo ha scelto che il momento più importante non fosse il proprio trionfo, bensì quello del fratello pianista. In quel gesto, discreto e naturale, la musica ha raccontato qualcosa che le note, da sole, non avrebbero potuto dire.

L’arte si intreccia con la vita? Il concerto dei fratelli Lozakovich è stata la risposta. Quest’esecuzione musicale ha raccontato, nello stesso istante, la grandezza di un artista e quella di un uomo.

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