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Musica

Mezzo secolo di U2. La band festeggia tornando a scuola per il nuovo disco

Bono, The Edge, Larry Mullen e Adam Clayton hanno suonato a sorpresa nel cortile dell’istituto dove nel 1976 si erano formati

U2, Dublino

Guardateli lì, uno di fianco all’altro, sono più cresciutelli e sotto il palco ci sono quelli che potrebbero essere i loro nipoti. Però il posto è proprio lo stesso, la Mount Temple Comprehensive School, nel North Side di Dublino, dove mezzo secolo fa Larry Mullen jr appese in bacheca l’annuncio più semplice del mondo per formare quella che sarebbe diventata la band più famosa del mondo: «Drummer seeks musicians to form band», batterista cerca musicisti per formare un gruppo. Qualche tempo dopo erano nella cucina di casa di Larry a provare a suonare. Bono aveva detto di conoscere la chitarra ma, ehmm, si capì subito che non era capace e quindi diventò il cantante perché era il più estroverso. Chi li sentì suonare allora, diceva che erano sgangherati ma con un senso, avevano carisma insomma. Loro raccontano che guardavano le altre band, era il 1976 e tutti o quasi suonavano punk, pensando «hanno tutto tranne quello», ove per quello si intende la grinta, la voglia, la cazzimma per capirci. «Noi non abbiamo nient’altro che quello».

Mezzo secolo dopo, quindi non proprio un paio di settimane, eccoli con la stessa grinta su di un palchetto nel cortile della loro scuola con

davanti qualche centinaia di studenti, forse 900, scatenati come i loro idoli ma senza i giubbotti di pelle, i jeans e le t-shirt dei Ramones che alla loro età Bono e gli altri usavano tutti i giorni. Incrocio generazionale. Qui siamo partiti e qui torniamo. E arriva il nuovo disco, che è stato annunciato qui dalla band e che si intitola Carnaval de Luz, che esce il 13 novembre. In questi cinquant’anni gli U2 hanno venduto più di 170 milioni di copie fisiche e qualche miliardo in digitale, vinto 22 Grammy Awards e fatto più o meno altrettante tournée mondiali. Insomma, hanno dimostrato di avere quello ma anche tutto il resto. E qui, sotto il timido sole irlandese, su un palchetto di pochi metri quadrati mettono in scena 6 canzoni più un agognatissimo bis. La prima non poteva che essere I will follow, praticamente il primo brano che li ha fatti conoscere a inizio degli anni Ottanta. Poi Vertigo, Beautiful Day, Out of control (dal primo Ep pubblicato nel 1979), Silencio dal nuovo disco e poi un piccolo capolavoro «hic et nunc», one time only, ossia una versione di One con di fianco 32 ragazzi della scuola che suonavano gli archi. Trentadue come i distretti musicali irlandesi. Un’intensità unica. Una chicca che passerà alla storia con questi quattro ultrasessantenni, sempre gli stessi sin dal primo disco, che suonano uno dei brani che ha fatto la storia musicale degli anni Novanta (e non solo

di quelli).

L’ensemble di studenti si chiama Here e arriva dalla Student Generation, che è un programma cui gli U2, come Ed Sheeran e altri, hanno destinato una donazione ingente e che garantisce lezioni di musica a oltre 130mila ragazzi irlandesi, e senza dubbio non dimenticherà mai di aver avuto di fianco quattro musicisti famosi in tutto il mondo nel cortile di un istituto scolastico. «Eravamo compagni di scuola», dice Bono che presenta The Edge, Larry e Adam specificando da quale classe provengono proprio come se fossero ancora lì, dietro ai banchi a parlar di musica e sognare di suonarla ovunque. In pratica, With or without you, con o senza di te, con o senza fortuna, come recita il titolo dell’ultimo brano qui in cortile. Poi fine, i tecnici ritirano gli strumenti e li portano al Bewley’s Oriental Cafè, in centro a Dublino, dove gli U2 suoneranno dalla balconata davanti alla gente in strada. In poche parole, inizia qui la strada del primo disco di inediti dopo nove anni, le nuove canzoni che sono la più grande scommessa di una band abituata alle scommesse. Dopo averle vinte tutte, rimane quella più importante: attraversare il futuro.

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