A Napoli tutti pazzi per la pensione d’invalidità

Dopo i ciechi che guidano, i paralitici che camminano, scoperti 400 malati di mente che sono perfettamente sani

Più che un quartiere, Chiaia sembra sia diventato un grande manicomio. La polizia della Procura di Napoli ha infatti messo le mani su oltre 400 pratiche di presunti invalidi affetti da malattie mentali, che ogni mese percepiscono la pensione o l'indennità di accompagnamento. Troppi per non destare sospetti, se si considera che la media per ogni municipalità napoletana è di una quarantina di «pazzi». A Chiaia, invece, il numero è decuplicato. Ma, parliamo anche di un quartiere «recidivo»: infatti, a dicembre dello scorso anno, la Procura di Napoli aveva ordinato una retata di finti ciechi, che vivevano nella maggior parte dei casi, a Santa Lucia, a quattro passi dal lungomare. Cinquantatré arresti per associazione per delinquere, falso e truffa, compreso il presunto regista, il consigliere della municipalità di Chiaia, Salvatore Alaio, ex Pdl, poi uscito dal partito.
La polizia una volta addentata la preda, non l'ha mollata: dopo i finti ciechi, che guidavano regolarmente l'auto e leggevano il giornale, facevano shopping e giocavano a pallone, sono passati a un altro settore delle invalidità: quello dei malati mentali. Nei giorni scorsi, infatti, come riferito dal quotidiano il Mattino, gli agenti hanno sequestrato una gran mole di carte negli uffici della prima Municipalità di Chiaia, il quartiere elegante di Napoli ma, anche dei vicoli e del disagio. Sulla maggior parte di questi 400 pesa il sospetto degli inquirenti che abbiano percepito ingiustamente la pensione o l’indennità di accompagnamento. Se così fosse, ci si troverebbe di fronte a una nuova enorme truffa ai danni dello Stato. Gli investigatori stanno verificando la correttezza di queste pratiche: certificati medici, perizie, ma, anche timbri, decreti, verbali. Come si ricorderà, nel caso dei falsi ciechi, i registi della truffa, avevano addirittura taroccato le pupille degli occhi dei «malati» per rendere più verosimili le foto degli aspiranti invalidi.
La Municipalità di Chiaia sembra essere diventata la centrale di questa truffa anche se, va precisato che, dirigenti e funzionari avrebbero fornito piena collaborazione ai sostituti Giancarlo Novelli e Giuseppe Noviello, che coordinano da due anni l'inchiesta sui falsi invalidi. Il primo dato che emerge in questa prima fase delle indagini è la provenienza territoriale in comune della stragrande maggioranza dei portatori di handicap, sia non vedenti, sia mentali: Santa Lucia, fino a trent'anni fa, la roccaforte dei contrabbandieri di sigarette, oggi pare convertitasi alla truffa ai danni dell'Inps.
Gli inquirenti sospettano che dietro ai falsi ciechi e ai falsi matti, vi sia una sola regia, in grado di contare su tutta una serie di complicità negli uffici che contano, in grado di garantire una velocizzazione delle pratiche per la richiesta delle invalidità ma, anche di assicurare che l'iter vada a buon fine e a evitare i controlli da parte dei pubblici ufficiali. L'inchiesta della polizia però, finora, non ha svelato il livello delle presunte complicità. Ma, mentre l'inchiesta prosegue e il consigliere si proclama innocente, il papà dell'indagato, Luigi Alaio ha denunciato di essere rimasto vittima nei giorni scorsi di un sequestro di persona durato alcune ore. Lui, ha denunciato ai pm di essere stato rapito dalla camorra, che avrebbe come suo obiettivo un presunto «tesoro» detenuto dal figlio, frutto della presunta truffa.
carminespadafora@libero.it
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