Navi parcheggio e tram in Valbisagno? Sogni come la Camargue sul Polcevera

Navi parcheggio e tram in Valbisagno? Sogni come la Camargue sul Polcevera

La prima volta era stato un flop. Nemmeno partito, o quasi. Adesso, boh? Chissà? La sperimentazione del braccialetto elettronico per donne e turisti, è finita a giugno, ma ancora non se ne sa nulla. Era stato un altro fiore all’occhiello degli annunci del sindaco Vincenzi per la sicurezza. E a differenza di altri progetti rimasti nell’immaginario, grazie alla tecnologia Telecom, questo era partito a marzo, per sole trentacinque «cavie», tra le quali 8 turisti provenienti dal circuito delle crociere. Subito si erano alzate le proteste degli operatori turistici e commerciali preoccupati per un pessimo ritorno di immagine. «Ma come, si dice ai turisti che possono prendere in noleggio un braccialetto elettronico per chiamare aiuto in caso di aggressioni nel nostro centro storico? - avevano detto in molti - È come ammettere che qui a Genova è peggio che altrove dove i braccialetti non li danno».
Camargue sul Polcevera. Mentre le risultanze della sperimentazione del braccialetto elettronico dovrebbero arrivare (prima o poi), resta per il momento un miraggio il progetto della Camargue urbana alla foce del Polcevera, da un’idea dell’architetto Renzo Piano e dell’Urban Lab. In attesa della migrazione dei fenicotteri, accontentiamoci dei più prolifici piccioni e gabbiani. Padroni anche dell’altra zona di «riqualificazione» possibile: la Foce, che nelle idee grandiose di Urban Lab doveva trasformarsi in un percorso verde fino alla spiaggia.
Nave park. Doveva partire con il Salone Nautico del 2007 la nave park che il sindaco aveva annunciato nel giugno di quell’anno. Si parlò di «Due navi trasformate in altrettanti garage galleggianti, in grado di ospitare fino a tremila vetture. La prima ancorata a Multedo, la seconda non lontano dal Porto Antico. Una destinata al cosiddetto interscambio, nei pressi di un casello autostradale del Ponente genovese: dove sarà possibile lasciare la propria macchina per poi salire su di un battello e raggiungere in pochi minuti il centro. L’altra a disposizione di residenti e turisti». L’avete viste? Noi no. Eppure all’epoca si disse che il progetto era già ben avviato con la Società Genova Parcheggi, partner solito del Comune in queste operazioni.
Tram in Valbisagno. Luglio 2007: «Genova deve essere una grande città e non una piccola città di provincia. Su questa linea abbiamo deciso che nel 2011 ci sarà il tram in Valbisagno». Parole di Marta Vincenzi che al termine della solita riunione di giunta annuncia il progetto e ipotizza la possibilità di un cofinanziamento europeo. «Vogliamo poi negoziare i tempi della mobilità: devono essere certi per ogni quartiere e ogni destinazione, se qualcuno pagherà». Principio da tenere presente nei contratti di servizio ad esempio con Amt.
E il Polo Culturale? Nando Dalla Chiesa, uno dei super esperti chiamati dalla Vincenzi per dare la svolta a Genova «già al primo incontro» - si disse - «ha sottoposto alcune idee alla sindaco. Tra le novità, in primis, la realizzazione del Polo Artistico Culturale, un progetto che aveva fatto approvare da sottosegretario e che ora può partire. Tra gli obiettivi del Polo, la formazione di alto livello nel campo dell’arte e della cultura. «In questo contesto -disse Dalla Chiesa - verranno coinvolti i talenti dei conservatori e della accademie di tutta Italia». Anche questo progetto... non pervenuto.
Monica Bottino

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