Una prima stima, solo per quanto riguarda il patrimonio pubblico a seguito degli scontri di Bologna parla di 190mila euro di danni. Una cifra elevatissima che è emersa durante il Question Time a Palazzo D’Accursio dopo la guerriglia scatenata tra lunedì e martedì notte dai soliti antagonisti, centri sociali e collettivi. “Tre auto del Comune incendiate, 13.700 circa di danni a diverse decine di cassonetti stradali e cestoni Hera, alcuni dei quali bruciati; danneggiate decine di biciclette elettriche di RideMovi per quasi 30mila euro. Il cantiere di via Rizzoli ha subito danni per 150mila euro circa (in particolare a tre macchinari, per i quali l’azienda ha già sporto regolare denuncia)”, ha dichiarato l’assessore con delega alla sicurezza urbana Matilde Madrid.
“Ora che abbiamo concluso la stima dei danni al patrimonio pubblico procederemo in tempi brevissimi a sporgere denuncia con richiesta di risarcimento dei danni subiti da imputare a carico dei responsabili che auspichiamo vengano quanto prima individuati visto che oggi apprendiamo dalla stampa che ci sono immagini che riprendono ogni secondo. Così come, se ci sarà un processo valuteremo la costituzione come parte civile”, ha aggiunto l’assessore. Per oltre 4 ore, Bologna è stata messa a ferro e fuoco dai soliti facinorosi. Le immagini ci sono, i volti sono per lo più noti: due macchine del Comune sono state date alle fiamme davanti allo schieramento delle forze dell’ordine e alle telecamere che riprendevano quanto stava accadendo e diversi soggetti erano anche a volto scoperto. Ci sono anche le immagini della devastazione del cantiere, con i violenti che hanno assaltato i mezzi sfondando i vetri e tentando di entrarvi, che hanno preso i massi per lanciarli.
A tutti questi danni vanno aggiunti quelli subiti dalla polizia, che oltre ai 60 agenti feriti conta anche 6 mezzi danneggiati: a un blindato è stata sradicata la grata e poi lanciata contro gli agenti. E ancora si devono aggiungere i danni ai privati, perché numerosi locali commerciali hanno visto le proprie vetrine spaccate, i dehors devastati: tavolini e sedie sono stati lanciati contro la polizia, gli ombrelloni e i gazebo sono stati usati come barriera contro i lacrimogeni e gli idranti. E un palazzo è stato raggiunto dalle fiamme di una delle auto incendiate ma, per fortuna, senza danni agli appartamenti, anche se l’esterno del palazzo è completamente annerito. Ma il problema generale resta, anche se dovessero essere riconosciuti i responsabili, chi paga? Difficilmente saranno in possesso di centinaia di migliaia di euro per rifondere quanto dovuto. Ed è per situazioni come queste che la Lega ha proposto l’istituzione di una cauzione a fondo per chi organizza una manifestazione, una garanzia da versare per risarcire eventuali danni.
