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Nazionale

“Ci sarà una sparatoria, moriranno 89 persone”. L’allarme al liceo fa scattare i metal detector

Un messaggio anonimo pubblicato sulla pagina Spotted Amaldi ha fatto scattare l’allerta. Polizia con metal detector agli ingressi. La scuola: “Attività di prevenzione e tutela”

metal detector

“Ci sarà una sparatoria a scuola, moriranno 89 persone”. È il messaggio che ha fatto scattare l’allarme al liceo Edoardo Amaldi di Tor Bella Monaca, a Roma. La segnalazione è circolata sia su Instagram, ma anche nelle chat dei rappresentanti dei genitori, mentre sulla pagina anonima Spotted Amaldi, poi rimossa, sono comparsi altri messaggi con riferimenti al terrorismo e alla morte. “Preparatevi, il terrorismo diventerà materia dell’Amaldi”. E ancora: “Sapete cosa c’è dopo la morte?”. Alla domanda sarebbe seguita la risposta: “Domani lo scoprirete tutti”. Secondo quanto riferito dagli studenti, messaggi anonimi con riferimenti al terrorismo e alla morte circolavano su Spotted già da circa una settimana. Tra i ragazzi si era inoltre diffusa la voce della possibile presenza di coltelli negli zaini, anche se nel comunicato della scuola non viene fatto riferimento al ritrovamento di armi. La segnalazione è arrivata alla dirigente scolastica, che ha informato le autorità. Nel tardo pomeriggio di ieri al questore di Roma, in sinergia con il prefetto, è giunta la segnalazione della scuola relativa a un rischio “seppur potenziale e non meglio circostanziato, di azioni controindicate che si sarebbero potute verificare nella mattina odierna”, come si legge nella nota della Questura.

Polizia e metal detector agli ingressi

Questa mattina, 1 ottobre, la polizia ha predisposto controlli lungo il perimetro delle due sedi dell’istituto. Agli accessi sono stati impiegati anche metal detector portatili e gli studenti sono stati invitati ad aprire gli zaini. I controlli hanno permesso di garantire l’ingresso di studenti e docenti senza criticità. La Questura spiega che l’intervento è stato pianificato in raccordo con la scuola e con l’Ufficio scolastico regionale, scegliendo anche operatori giovani “capaci di assicurare il lavoro necessario per garantire la sicurezza con un approccio empatico nei confronti degli studenti con i quali si sono interfacciati all’ingresso a scuola”. Il dispositivo è stato deciso, aggiunge la polizia, anche “tenuto conto del verificarsi di episodi problematici che stanno interessando i contesti scolastici nelle ultime settimane e che hanno coinvolto anche la realtà della Capitale”, nell’ottica della prevenzione e della sicurezza degli ambienti scolastici.

La dirigente: “Abbiamo deciso di non ignorare le minacce”

La dirigente Valeria Sentili ricostruisce così la genesi dei controlli: “Comprendiamo la risonanza mediatica di quanto successo - dice - il discorso è che abbiamo ricevuto dalla questura, due giorni fa, una comunicazione, su segnalazione di terzi, di possibili atti non ben circostanziati. Così ieri ci siamo attivati, di concerto con Usr, questura e prefettura, per non ignorare queste possibili minacce e quindi abbiamo pensato di mettere in atto questa direttiva da parte del Viminale”. La scuola ha quindi definito l’intervento un’attività di prevenzione e tutela, spiegando che i controlli si sono svolti con discrezione e in raccordo con la dirigenza. La preside ha inoltre rassicurato le famiglie sulla sicurezza dei locali e sulla prosecuzione regolare delle lezioni. Tra i ragazzi c’è stato stupore per la presenza della polizia davanti all’istituto. “Non ce l’aspettavamo, anche se i messaggi che hanno mandato ieri sulla pagina Instagram spotted, poi rimossi, ci hanno messo agitazione”, raccontano alcuni.

I genitori: “Giusto controllare, ma dovevamo essere informati”

Fuori dalla scuola alcuni genitori hanno espresso preoccupazione soprattutto per le modalità e i tempi della comunicazione. La madre di un ragazzo del primo anno del liceo linguistico, racconta: “La dirigente era informata già da ieri e ha preso precauzioni. Noi genitori volevamo essere avvisati personalmente, per poter scegliere se mandarli o meno. Sto consegnando la vita di mio figlio”, e poi aggiunge: “Oggi l’ho mandato in modo totalmente incosciente, non sapevo nulla se poteva succedere un attentato o meno in questo istituto. È stato lui che stamattina mi ha inviato un vocale dicendo che erano scattati i controlli negli zaini e che era andato tutto bene”. Un’altra mamma, spiega: “È triste ma necessario. Ormai siamo arrivati a questo livello, dopo il precedente di Centocelle. Certo, non mi fa piacere perché la scuola è un posto dove bisognerebbe stare sereni e tranquilli”.

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