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Nazionale

Dai pro Pal ad Askatasuna, a Torino piazze per tutti ma non per la polizia Penitenziaria: “Persa un’occasione”

Il sindacato Osapp denuncia di non aver ottenuto l’autorizzazione per portare il Corpo in alcune piazze torinesi per la Festa nazionale: “Schiaffo alla Polizia penitenziaria”

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Le democrazie mature dell’Occidente aprono le loro piazze a tutti, negli ultimi tempi anche a chi sostiene l’estremismo islamico: sono la libertà di parola e il diritto di espressione che lo impongono. Davanti al Parlamento, a Roma, è stato concesso lo spazio perfino a chi ha inneggiato ad Hamas, Hezbollah e ad Hassan Nasrallah. A Torino le piazze sono state spesso occupate da soggetti violenti che hanno deturpato e devastato la città, guidati dai soliti esponenti di Askatasuna. Le bandiere della Palestina hanno attraversato il capoluogo piemontese da una parte all’altra su un tappeto di cori spesso antisemiti e violenti contro la politica, con cortei autorizzati o meno. Ma a Torino in queste ore la democrazia ha perso un battito, perché quelle stesse piazze sono state negate alla Polizia penitenziaria. Sarebbe questo il risultato di un incontro tra il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano De Michele, e il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.

Il corpo che garantisce la sicurezza nelle carceri italiane aveva chiesto l’autorizzazione alla piazza per celebrare la Festa nazionale della Polizia penitenziaria. In particolare, era stata chiesta la possibilità di occupare piazza Castello e piazza Carignano, oltre ad altre piccole piazze in tutta la città, per portare il corpo ai cittadini, farglielo conoscere e celebrare insieme una ricorrenza così importante. Ma l’autorizzazione non sarebbe stata concessa. A renderlo pubblico è stato il sindacato Osapp della Polizia penitenziaria: “È una decisione inammissibile e uno schiaffo alla polizia penitenziaria. Torino ha perso una grandissima occasione. Ci auguriamo che il sindaco Lo Russo non abbia voluto considerare la Polizia penitenziaria un corpo di serie B”. Queste le parole del segretario nazionale Leo Beneduci, il quale ha sottolineato che con quella richiesta “non si chiedevano privilegi, ma il riconoscimento pubblico del ruolo di un corpo dello Stato che ogni giorno garantisce sicurezza nelle carceri, spesso in condizioni di lavoro proibitive”.

Non sono ancora note le ragioni per le quali dal Comune non è stata concessa l’autorizzazione alla piazza. “Portare qui la Festa nazionale avrebbe rappresentato anche un’occasione per accendere i riflettori sulle condizioni in cui lavorano quotidianamente le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria. Invece si è persa un’importante occasione di attenzione e riconoscimento istituzionale. Ci auguriamo che il sindaco possa ripensarci con urgenza”, ha aggiunto Beneduci. Non si capisce il motivo per il quale a Torino possono sfilare le bandiere dei pro Pal, possono sfilare gli antagonisti incappucciati che distruggono tutto ciò che incontrano nel loro passaggio e possono echeggiare i cori violenti contro la politica non gradita e quelli antisemiti, ma la Polizia penitenziaria non può organizzare un evento per presentarsi ai cittadini e ricevere l’affetto meritato.

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