“Con questo Governo il sistema nazionale contro le dipendenze può contare sulla dotazione economica più robusta di sempre, oltre 160 milioni di euro solo nel 2025”. Il premier Giorgia Meloni, intervenendo in video collegamento alla presentazione della relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze, ha tracciato un bilancio dell’opera con il suo esecutivo ha affrontato quella che “è una realtà molto complessa” e “che richiede un approccio a 360 gradi e il coraggio di risposte lungimiranti”.
Meloni ha ricordato che il governo ha stanziato “risorse fondamentali per sbloccare le assunzioni nei SERD, sostenere il lavoro delle comunità di recupero, investire nei programmi di prevenzione, garantire la libertà di cura su tutto il territorio". Ma non solo. “Abbiamo costruito un nuovo metodo di lavoro, basato sul confronto e sulla condivisione delle responsabilità”, ha aggiunto Meloni sottolineando l’importanza di interagire con le altre realtà coinvolte: famiglie, scuole, servizi pubblici, comunità, università, forze di polizia, magistrati, media. E, poi, ha aggiunto: “Ma, ovviamente, il lavoro non è finito, a partire dal nuovo Piano nazionale sulle dipendenze, che stiamo definendo e che individuerà gli obiettivi dei prossimi anni”. Meloni ha, inoltre, promesso che il governo lavorerà “senza sosta per costruire una società libera dalle droghe e da ogni dipendenza” perché “sono sfide come queste che - ha concluso - animano il nostro impegno e che definiscono ciò che siamo e intendiamo essere, per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi. Grazie ancora, e buon lavoro a tutti".
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, invece, nel suo intervento è partito da quattro numeri: 15, 19, 26, 55 e, poi, ha precisato: “Non sono numeri del gioco del Lotto ma numeri di una pandemia che purtroppo non è percepita come tale, ed è quella delle dipendenze". Mantovano ha quindi spiegato che i primi due numeri, 15 e 19 si riferiscono alla fascia di età che riguarda i giovani coinvolti nel fenomeno delle dipendenze: dalla droga al gaming, dai social al gioco d'azzardo, per finire con l'alcol. Il terzo numero, 26, è la percentuale di consumo di sostanze stupefacenti tra gli studenti, un dato in crescita di un punto rispetto al 2024. Il quarto numero, 55, infine, si riferisce alle tonnellate di droghe sequestrate nel 2025 nell'ambito di 20.692 operazioni antidroga (-3% rispetto all'anno precedente). Mantovano ha chiarito che le 55 tonnellate rappresentano il 25-30% dell'intero volume di droghe che l’anno scorso sono circolate in Italia, pari a 160-220 tonnellate "e non è quindi esagerata la qualifica di pandemia", ma per fortuna “il devastante Fentanyl non attecchisce...". La relazione parla di 249 decessi dovuti all’assunzione di sostanze stupefacenti, contro i 231 di un anno prima. Il 39% di questi decessi è attribuibile agli oppiacei, il 35% a cocaina mentre il 33% al crack; il 2% ad altre droghe e il 24% a sostanze non specificate. Le principali cause di morte sono intossicazione acuta letale (28%); danni d'organo (19%), incidente stradale (16%), suicidio (11%) e traumi accidentali (9%).
Mantovano ha quindi sottolineato che "come governo abbiamo quasi raddoppiato, da 90 a 160 milioni di euro, le risorse contro le dipendenze", ma il piano del governo prevede tra l'altro più assunzioni nei Sert, la mobilità regionale del personale. E non solo. Anche l'8 per mille può essere destinato a questo scopo tanto è vero che lo scorso anno è stato il primo con questa modalità e il bilancio in partenza può essere considerato positivo. Mantovano non ha dubbi sul fatto che quella contro le dipendenze "è una guerra e non può essere condotta in solitaria, richiede un lavoro di squadra che coinvolga più soggetti, tra cui la famiglia, la scuola, il Terzo settore, il mondo del volontariato, il mondo della sanità, oltre che le forze dell'ordine”. E ancora: “Un impegno collettivo in una sfida che da statale diventa nazionale". A tal proposito è in corso alla Camera l'esame del disegno di legge che consentirà maggiormente di inserire i tossicodipendenti in strutture in alternativa volte al loro recupero al posto della detenzione in carcere. Mantovano ha, poi, sottolineato che il fenomeno delle dipendenze coinvolge i ragazzi provenienti dai più diversi contesti sociali e che l’unica soluzione è “intervenire tempestivamente, dialogare, chiedere aiuto per evitare che si cada nella dipendenza" e questo compito spetta prima di tutto alla famiglia e alla scuola.
Ma a preoccupare sono anche le nuove "dipendenze digitali" tra gli studenti di 15-19 anni in quanto il 64% (1 milione e 600mila) riferisce di aver giocato d'azzardo; il 15% (380mila) ha mostrato un uso problematico dei videogame; il 14% (340mila) dichiara di aver giocato d'azzardo su Internet e il 13% (370mila) ha avuto un utilizzo del Web a rischio. Sono in aumento anche i "comportamenti a rischio" tra gli studenti di 15-19 anni, mentre il 45% (1 milione e 120mila) è stato vittima di cyberbullismo e il 30% (740mila) è stato autore di comportamenti violenti on-line. Infine, il 29% (710mila) ha fatto "ghosting" (interruzione improvvisa di contatti); il 2,1% (50mila, di cui 26mila minorenni) rientra nella sindrome "hikikomori" e il 3,8% ha ricevuto inviti per partecipare a una challenge e l'1,1% ha effettivamente preso parte alle sfide. A tal proposito, Mantovano ha ricordato che in Senato "la discussione sui disegni di legge di iniziativa parlamentari sui divieti dei social" ai minori è in uno stato avanzato, ma “il governo ha ritenuto di non intralciare i lavori parlamentari con una propria iniziativa, segue l'esito del confronto e ritiene di doversi impegnare soprattutto nell'attività di prevenzione con le campagne di informazione". Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, su questo non ha dubbi: "Io sono favorevole al divieto di smartphone per i minori di 14 anni", fermamente convinto che i divieti non “siano la soluzione ma possono essere uno strumento comunicativo". Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, ha commentato: "Ci sono una serie di fenomeni che noi stessi facciamo fatica a comprendere, ma che si diffondono con grande velocità e quindi questo richiede continuità di azione, integrazione istituzionale, risorse finanziarie, che sicuramente sono aumentate e do atto al Sottosegretario al Governo che sono aumentate, ma rispetto alla difficoltà e all'entità dei fenomeni sono sempre insufficienti proprio perché sono fenomeni veramente grandi”.
Manfredi ha, infine, concluso: “Soprattutto è molto importante che ci sia un dialogo con le famiglie e con tutte quelle istituzioni del terzo settore intermedie, le parrocchie, le varie comunità che possono intercettare disagi e difficoltà, che spesso a prima vista non sono visibili".