Nuovo fermo amministrativo per una nave delle Ong tedesche dei migranti. Stavolta, a essere fermata a Lampedusa, è la Humanity 2, dell’organizzazione Sos Humanity, che secondo le autorità italiane, non ha dato “comunicazione immediata dell’operazione di soccorso al centro di coordinamento del soccorso marittimo competente”. Un’azione che la Ong rivendica definendo la decisione italiana “una mossa politicamente motivata volta a ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso”. Così ha dichiarato Ikram Jarmouni, membro dell’equipaggio a bordo della nave. All’inizio dell’anno la Ong ha chiesto 900mila euro per mettere in mare la nuova barca.
La nave ha recuperato 71 persone al largo della Libia, nello specchio di mare dove, ormai, avvengono la maggior parte degli interventi delle Ong. Jarmouni ha anche dichiarato che durante l’intervento sarebbero stati avvistati “tre cadaveri che galleggiavano in acqua” e che “queste morti sono il risultato diretto della scelta dei governi europei di impedire a tutti i costi alle persone di raggiungere le coste europee, invece di creare percorsi sicuri”. Le Ong sono strutture politicamente orientate, che operano per imporre l’agenda progressista e pro-migranti in Ue, in particolare in Italia dove hanno spesso influenzato i governi che si sono susseguiti negli anni. Per lungo tempo queste organizzazioni hanno avuto ampio spazio di manovra nel nostro Paese, assumendo che potessero agire al di sopra delle leggi. Nel momento in cui a Palazzo Chigi si è insediato il governo di Giorgia Meloni, con regole definite e da far rispettare, hanno iniziato ad alzare la voce, anche perché hanno spesso trovato giudici che hanno loro permesso di superare la legislazione italiana.
E, infatti, anche stavolta è stato annunciato il ricorso della Ong Sos Humanity, secondo la quale durante il secondo intervento, 59 persone sarebbero state spinte a bordo da soggetti rimasti sconosciuti che si sarebbero poi allontanati, provocando una situazione di emergenza e il ferimento di alcuni migranti. Le autorità, secondo l’organizzazione, sarebbero state informate non appena la situazione è stata messa sotto controllo. Una versione che non trova attualmente conferme e riscontri. Le Ong tedesche, da anni, operano nel Mediterraneo centrale e aprono scontri politici con il governo italiano, l’unico Paese che sembra essere obbligato ad aprire i propri porti a queste navi, ma ignorano la tratta atlantica tra la Mauritania e, in generale, le cose dell’Africa nord-occidentale, e le isole Canarie. Le Ong spagnole che monitorano il fenomeno hanno fornito numeri che dimostrano la maggiore mortalità di questa rotta rispetto a quella del Mediterraneo. Eppure, le Ong tedesche ignorano questo passaggio: come mai? Una domanda che poniamo da anni e che non ha mai ricevuto una risposta.
