Servono 900mila euro per portare i migranti a Lampedusa. Semplificando al massimo, è questo il messaggio che emerge dalla nuova raccolta fondi aperta dalla Ong tedesca Sos Humanity, che ora chiede aiuto per comprare una nuova barca, la Humanity 2, che farà la spola tra la Tunisia e Lampedusa. O, almeno, queste sono le intenzioni dell'organizzazione non governativa, che con un comunicato sostiene che "non ci sono quasi mai soccorsi civili nella zona marittima al largo della Tunisia". Considerando che non è nemmeno vero, non ce ne sono nemmeno nella zona marittima al largo dell'Africa occidentale sull'Atlantico, eppure non fanno raccolte fondi per acquistare una barca da posizionare lì, per agevolare i migranti che vogliono raggiungere la Spagna in quella che è per distacco la rotta più mortale d'Europa.
"La Guardia Costiera tunisina commette sistematicamente atti di violenza e respingimenti illegali per conto dell‘Ue. Con Humanity 2 renderemo visibili queste violazioni della legge", scrivono ancora per convincere i donatori a versare il proprio denaro per la causa. La Tunisia opera nella propria area Sar di competenza e quando vengono segnalate barche in avaria interviene per soccorrerle e riportarle a terra, ovviamente nel Paese di partenza, operando anche ronde lungo le coste per evitare le partenze. Percentualmente, dalla Tunisia partono meno tunisini che migranti di altre nazionalità ma da qualche anno il Paese ha perso il suo primato di hub proprio perché sono state aumentate le strutture di vigilanza contro un'attività illegale come quella dell'immigrazione irregolare.
"Abbiamo bisogno di 900.000 euro per acquistare Humanity 2 e renderla idonea all’uso come nave di soccorso", scrive la Ong ma con 900mila euro si comprano barche pressoché di lusso, soprattutto usate. Stando alle informazioni finora note, la Humanity 2 è un veliero di 23 metri che è stato acquistato alla fine del 2025 e che si trova attualmente in Sicilia per i lavori di adattamento. Dovrebbe essere pronta per la sua funzione a partire dalla metà del 2026, in tempo per l'estate e per l'aumento fisiologico delle partenze. Il rischio è che il posizionamento di questa barca davanti alle coste tunisine possa fungere da volano per un nuovo incremento delle partenze da quel Paese, perché verrebbe visto come garanzia di arrivo in Italia. Anzi, a Lampedusa, come scrive la Ong tedesca: "Grazie alla sua vicinanza a porti sicuri come Lampedusa, può essere impiegata con particolare frequenza".
Si tratta di un'altra imbarcazione che entra nelle logiche della "strategia delle piccole barche" che le Ong usano per aggirare il decreto Piantedosi, spendere meno e avere la relativa certezza di ottenere porti vicini.