C’è un’attività sui social che ora entra nella ricostruzione dell’aggressione alla professoressa Isabella Marsilio, ferita con un coltello dal 13enne nella scuola media Giovanni Verga di Roma. Sul profilo TikTok riconducibile al ragazzo erano presenti contenuti di omicidi, stragi e criminali. I video sono stati successivamente rimossi. Tra i materiali presenti sul profilo, comparivano anche video-tributi ad Adam Lanza, autore della strage del 2012 alla scuola elementare Sandy Hook, negli Stati Uniti. Sullo stesso profilo erano inoltre presenti immagini che spiegavano come montare un cellulare su un caschetto, un dettaglio che assume particolare rilievo alla luce di quanto accaduto poche ore dopo. Il profilo viene inoltre descritto come legato alla True Crime Community (Tcc), una comunità online dedicata ai contenuti sul crimine reale, con una presenza particolarmente attiva sui social.
Il post pubblicato nella notte
Tra gli elementi più inquietanti c’è un contenuto pubblicato nella notte precedente all’aggressione. Su uno sfondo nero comparirebbe la scritta “Meno cinque ore”, in un post pubblicato intorno alle tre del mattino.

Il significato del messaggio, però, non è stato accertato: non è possibile stabilire dal solo contenuto se fosse effettivamente collegato all’aggressione come fosse un conto alla rovescia, avvenuta poche ore dopo. Il collegamento con la preparazione dell’attacco è invece un elemento che gli investigatori dovranno approfondire. Secondo quanto riferito dal marito della docente, la professoressa avrebbe raccontato ai carabinieri che il ragazzo era arrivato con una telecamera montata su un caschetto per riprendere la scena e trasmetterla in diretta sui social. Il telefono è stato sequestrato dai carabinieri.
“Ho sempre pensato che fosse matto”
A parlare del ragazzo è anche una persona che lo conosce e che racconta di averlo frequentato, essendo amico del suo migliore amico. “Ho sempre pensato che fosse matto”, racconta, descrivendolo come un ragazzo “mezzo asociale”, ma al tempo stesso molto attivo sui social. Un altro episodio avvenuto in un parco vicino alla scuola viene raccontato da chi lo conosce. Il ragazzo avrebbe preso un angioletto lasciato su un memoriale dedicato a una vittima di femminicidio, iniziando a farlo volare e saltare come fosse un gioco. Di fronte alle rimostranze per quella che veniva considerata una mancanza di rispetto, avrebbe risposto che stava scherzando. In quell’occasione, secondo il racconto, il padre avrebbe detto: “Mio figlio è un po’ strano, lascialo stare”.
I due debiti e il rapporto con la prof
Un altro elemento riguarda il rapporto con la docente e la situazione scolastica del ragazzo. La professoressa, ascoltata dai carabinieri dopo l’aggressione, avrebbe riferito di due debiti scolastici; uno in geografia, che avrebbe dovuto recuperare proprio il giorno dell’aggressione, e uno in italiano, con la verifica prevista per la settimana successiva. Lo ha riferito il marito della docente, ricostruendo quanto appreso dalla moglie. Alcuni studenti hanno indicato proprio il rendimento scolastico come possibile elemento alla base dell’aggressione. Gli investigatori dovranno ora mettere in relazione l’attività sui social, il conto alla rovescia pubblicato nella notte, la presenza del caschetto con telecamera e gli elementi emersi sul rapporto tra il ragazzo e la docente. Saranno gli accertamenti sui dispositivi sequestrati e sulle attività online a chiarire se esistesse una preparazione precedente all’aggressione e quale significato avessero i contenuti pubblicati nelle ore precedenti.
