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Nazionale

Piove agli Uffizi, Caravaggio bagnato

Acqua sulla teca in cui è conservato il “Bacco”, che non è stato danneggiato. Oggi riapre la sala

Visitors look on Michelangelo Merisi, also know as Caravaggio, artwork "Bacco" is exhibit at new set-up of the dedicated room to Caravaggio and 600' painting at Galleria degli Uffizi in Florence, 19 February 2018. " Medusa", the famous painting on the shield, will be the 'star' work of the group of eight new rooms dedicated by the Uffizi to the masterpieces of Michelangelo Merisi and other great 17th century painters, Italian and beyond, such as Artemisia Gentileschi, Gherardo delle Notti, Velazquez, Rembrandt, Van Dyck and Rubens.ANSA/ Maurizio Degl' Innocenti

Un’ora di pioggia battente, una bomba d’acqua sul centro di Firenze, e a farne le spese è la Galleria degli Uffizi, dove - complice un’infiltrazione dalla finestra che sovrasta l’opera i rivoli d’acqua sono caduti lungo la teca dove è conservato il «Bacco» di Caravaggio. Incredula la reazione dei numerosi visitatori del museo, che hanno assistito a una scena inedita: l’immagine dell’olio su tela del 1598 è apparsa appannata e solcata da lunghe linee d’acqua. Protetta dalla teca, però, l’opera di Michelangelo Merisi è comunque rimasta al sicuro. Per precauzione, e per effettuare le necessarie verifiche, i tecnici delle gallerie hanno deciso di chiudere provvisoriamente la sala ai visitatori e hanno rimosso il «Bacco» dalla sua sede. Solo in un secondo momento, la direzione ha riaperto lo spazio alle visite, ma con la teca vuota. E se a qualcuno non è sfuggita la sottile ironia di come proprio l’acqua abbia rovinato la giornata a una divinità come Bacco, notoriamente legata ai piaceri del vino, agli addetti ai lavori adesso spetta il compito di mettere in sicurezza l’infisso che incombe su una delle opere più preziose e conosciute del Caravaggio. In fondo, per quanto la Galleria degli Uffizi sia oggetto di un grande rinnovamento, le parti antiche con cui dover ancora fare i conti sono numerose, ed eventi come quello di ieri quando sulla città sono piovuti oltre 45 millimetri in un’ora non aiutano. Nel pomeriggio è arrivato il comunicato del museo diretto da Simone Verde, che ha spiegato come, «a seguito delle dovute verifiche non è risultato alcun danno a nessuna delle opere. La sala sarà regolarmente aperta fin dall’orario di apertura domani mattina (oggi per chi legge, ndr)».

Oltre agli Uffizi, il temporale di ieri all’ora di pranzo ha causato la caduta di acqua piovana anche sui pavimenti della Galleria Palatina e della Galleria di arte moderna di Palazzo Pitti, dove - come riferisce la sindacalista Cisl, Silvia Barlacchi - alcune zone espositive sono state chiuse. Anche in questo caso non è ancora chiaro come la pioggia sia filtrata all’interno, se a causa di finestre aperte o di infissi un po’ troppo antichi. L’intensa pioggia su Firenze ha registrato i valori più elevati nelle stazioni dell’Orto Botanico (44,5 mm) e del Giardino di Boboli (45,5 mm), dove però l’acqua e il vento non hanno causato danni. Durante il temporale, si legge in una nota di Palazzo Vecchio, si sono registrate anche raffiche di vento: la più intensa ha raggiunto i 38,9 km/h proprio al Giardino di Boboli. Sul capoluogo toscano confermato anche oggi il codice giallo per possibili temporali forti e rischio idrogeologico.

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