Il caso del minimarket di Torino continua a far discutere: l’idea che un uomo capace di abusare una ragazzina di 13 anni, cliente del negozio, possa essere stato lasciato libero dal gip in attesa del processo, con il solo obbligo di firma perché si è detto “pentito” ed è stato ritenuto “collaborativo”, stranisce. E lo fa soprattutto perché è stata riconosciuta la pericolosità dell’uomo, incapace di dominare i propri impulsi. Per altro, il commesso 42enne originario del Bangladesh in Italia non ha una residenza stabile ma un domicilio presso un’abitazione locata da terzi, eppure secondo il gip non ricorre il pericolo di fuga. La procura di Torino, che per lui aveva chiesto l’arresto, ha fatto ricorso al tribunale del Riesame, la cui decisione è attesa per la prossima settimana.
Questa decisione, ha spiegato il ministro Matteo Piantedosi durante la diretta di Agorà, “appare molto singolare, ma è stata impugnata dalla procura e dunque restiamo in attesa delle decisioni successive: peraltro l’indagato aveva avuto riconosciuto da un tribunale una protezione speciale e noi stiamo aspettando l’esito giudiziario per valutare se c’è la possibilità di revocarla”. Nel caso in cui ci fosse la possibilità di revoca, si aprirebbe per lui la possibilità di rimpatrio. “In casi come questi, al di là dell’esito giudiziario, esistono altri strumenti: se dovesse farla franca dal punto di vista sanzionatorio, almeno nei termini in cui ci si aspettava, ci riserviamo di adottare un altro provvedimento”.
L’uomo è accusato di violenza sessuale, aggravata dalla minore età della sua vittima, che avrebbe anche raccontato di approcci precedenti a quello che ha portato poi alla violenza. E non solo, poco prima di mettere le mani addosso alla ragazzina, come testimoniano le telecamere del negozio, avrebbe approcciato anche una donna, posando una mano sul suo sedere. Sono in corso le ricerche per individuare anche lei. La protezione speciale tutela l’uomo dal rimpatrio per ora ed è una forma di permesso che viene concessa anche in assenza dei requisiti per ottenere la protezione internazionale. Si riconosce questo tipo di protezione quanto la persona potrebbe rischiare di subire violazioni dei diritti umani in Patria, come persecuzioni o tortura. Tuttavia, già altri Paesi in Europa, soprattutto nel Nord, si stanno muovendo per riuscire a revocare questo tipo di permesso nei soggetti che si macchiano di reati. E la violenza sessuale su minore è un grave reato, che mette in pericolo la sicurezza della comunità.
