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Nazionale

Il “Capitano” Baresi da oggi al Famedio. Con Vanoni e Pizzul

Il sindaco scoprirà i nomi dei 14 nuovi iscritti sulle pareti del Famedio. Il 25 novembre un murales e una panchina rossa per Lea Garofalo e la figlia Denise

Franco Baresi
A03-29/10/97- MILANO- SPR: CALCIO: BARESI; GOL, COMMOZIONE E LASER PER L'ADDIO. Franco Baresi, festeggiato ieri sera allo stadio Meazza, solleva il pallone d'oro. RADAELLI/ANSA

Il suo Milan ha vinto due sere fa il derby al Meazza e sembra la ciliegina sull’omaggio che tutta la città rende oggi a Franco Baresi, scomparso a 66 ani lo scorso 31 luglio. Lo storico capitano rossonero e della Nazionale è tra i 14 illustri milanesi che oggi avranno il nome iscritto sulle pareti del Famedio del Cimitero Monumentale, e chissà che qualche di oggi o qualche vecchia gloria non faccia capolino per assistere all’evento. La cerimonia inizia alle ore 11 con i discorsi istituzionali, presenti il sindaco Beppe Sala, la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, gli assessori ai Servizi civici Gaia Romani e alla Cultura Tommaso Sacchi che sveleranno i nuovi nominativi incisi sul muro accanto alle tombe di Alessandro Manzoni e di Carlo Cattaneo. Entrano nel Pantheon di Milano Ornella Vanoni, la cantante scomparsa lo scorso 21 novembre a 91 anni, a lei il Comune ha già dedicato anche un’aiuola in largo Greppi, davanti al teatro Strehler, e tra i nuovi iscritti c’è il fondatore di Exodus don Antonio Mazzi morto a 96 anni il primo di agosto. Memorabili, negli anni passati, anche le sue sfuriate contro il Comune per le continue evacuazioni degli ospiti della comunità di recupero dei tossicodipendenti ad ogni piena del Lambro, non ha mai avuto paura di sfidare i potenti. Tra i 14 nomi c’è Bruno Pizzul, lo storico telecronista sportivo, prima voce della nazionale italiana per la Rai dal 1986 al 2002.

Nell’elenco dei nuovi illustri ci sono l’editore Ulrico Carlo Hoepli, il poeta e urbanista Carlo Consonni, professore emerito del Politecnico di Milano, la fondatrice della Casa Editrice Emme, della Casa Editrice Archinto e di Babalibri, pioniera dell’editoria per i ragazzi Rosellina Archinto. E ancora: il grande fotografo Giovanni Gastel, morto il 13 marzo del 2021 a 65 anni nell’ospedale della Fiera dove era ricoverato per complicazioni legate al Covid. Nipote del regista Luchino Visconti, lasciò un vuoto (soprattutto) nel mondo della moda, per tutta la vita ha valorizzato i marchi del made in Italy. La lista continua con il prete partigiano Giovanni Barbareschi, la musicologa e filantropa Gioia Marchi Falck, la filosofa Luisa Muraro, scomparsa il 13 giugno a 86 anni, tra le fondatrici della Libreria delle Donne di Milano, l’attivista delle Madri di Plaza de Mayo Vera Vigevani Jarach, lo storico esponente di Pci e poi Pds, Gianni Cervetti, tra i fondatore dell’Orchestra Verdi (oggi Orchestra Sinfonica di Milano).

Il Comune renderà invece omaggio a Lea Garofalo e alla figlia Denise Cosco, che si è tolta la vita lo scorso settembre a 35 anni. La stessa età che aveva la madre, testimone di giustizia, quando fu attirata in un tranello, rapita e uccisa la notte tra il 24 e 25 novembre del 2009 vicino all’Arco della Pace dall’ex compagno e affiliato alla ‘ndrangheta Carlo Cosco. Il suo corpo fu poi bruciato in un terreno a Monza. Il 25 novembre, che è anche la giornata internazionale della violenza contro la mafia, saranno inaugurati un murales e una panchina rossa dedicati a Lea e Denise, all’interno del parchetto pubblico adiacente allo Spazio Q di via Valtrompia, zona Quarto Oggiaro. Un progetto promosso da Anpi, associazione Villaperta, Libera, Fondazione Archè, Fondazione Aquilone e liceo Gastel. A Lea Garofalo è già intitolato il giardino condiviso di via Montello e i suoi resti riposano nel Cimitero Monumentale di Milano.