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Nazionale

Il dolore del papà di Lorena: “La politica sia unita”. Meloni: “Continueremo a fare la nostra parte”

Dopo l’omicidio della figlia, uccisa dall’ex che l’ha gettata da un cavalcavia sull’A1, il padre chiede alla politica più prevenzione e strumenti contro la violenza sulle donne

papà loredana Isceri

“Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all’unanimità, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più”. È questo il commovente appello che Franco Isceri, il padre di Lorena, la donna uccisa dall’ex che l’ha lanciata da un calvalcavia sulla A1, rivolge in un video al Capo dello Stato Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Lavorate nelle scuole, potenziate i centri anti violenza e gli strumenti normativi affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane”, dice Isceri, indirizzando il suo invito al mondo politico in generale, che si descrive come “un padre distrutto”. Lorena, aggiunge, “era una brava ragazza, educata, studiosa, dedita allo studio e al lavoro, aveva tanti sogni, ma ora non li ha più”. E poi conclude: “Con lei in quel cavalcavia è sepolta anche la voglia di vivere di una famiglia distrutta”.

Un appello toccante che è stato subito accolto dal premier Giorgia Meloni. “Davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente. Perché ogni donna che viene uccisa da chi aveva promesso di amarla, difenderla, proteggerla è una sconfitta per tutti. E tutti noi, insieme, dobbiamo saper reagire”, scrive il presidente del Consiglio, convinta che “dobbiamo continuare a cercare soluzioni, a migliorare ciò che già esiste, a fare tutto ciò che è possibile per intervenire prima che sia troppo tardi”. Meloni assicura: “Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società che protegge le donne e la loro libertà”. Sempre nel medesimo post, però, il premier rivendica quanto fatto in questi quattro anni di legislatura “anche grazie al contributo e al lavoro di tutte le forze politiche presenti in Parlamento” e tra le misure adottate ricorda il raddoppio delle risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, “scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere”. Ma non solo. “Abbiamo reso strutturale e potenziato il reddito di libertà, rafforzato uno strumento fondamentale come il ‘Codice rosso’, introdotto tra i primi in Europa il femminicidio come reato autonomo”, scrive Meloni.

“Le parole di Franco Isceri toccano profondamente tutti noi. Come marito, come padre e come nonno, sento di dovergli una risposta concreta”, scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. E aggiunge: “Siamo consapevoli dell’immensità dell’abominio che si cela dietro ogni storia di femminicidio, fattispecie di reato che per la prima volta ha introdotto proprio questa legislatura”. Il vicepremier, quindi, accoglie “in pieno l’appello di papà Franco nel nome di sua figlia Lorena, ennesima vittima di un’idea totalmente distorta di amore inteso come possesso, che è l’esatto contrario dell’amore vero”. Tajani non ha dubbi: “Molto abbiamo fatto anche come governo e forze di maggioranza, ma molto dev’essere ancora fatto per diffondere una cultura che sia realmente rispettosa delle donne e che trasmetta la consapevolezza dell’orrore di una visione che porta inevitabilmente alla violenza e in una dimensione che resta inaccettabile al femminicidio”. Il vicepremier assicura: “Mi impegnerò con tutto me stesso, e con me tutto il mio partito, donne e uomini nelle istituzioni e sul territorio, perché al di là di qualsiasi steccato ideologico l’appello di papà Franco non rimanga inascoltato e possiamo anche in questo modo onorare Lorena e tutte le vittime di femminicidio”

Anche Elly Schlein, in una nota, ha espresso vicinanza “al dolore e alla disperazione del papà di Lorena, una donna vittima di femminicidio che ha lottato fino alla fine per salvarsi dalla violenza del suo ex”. La segretaria del Pd, poi, aggiunge: “La sua è una storia che strazia il cuore. Non possiamo perciò che condividere fino in fondo e accogliere le parole del padre, ringraziandolo perché in un momento di grandissimo dolore ha avuto la lucidità e la forza di fare richieste concrete e puntuali che sentiamo di fare nostre”. Schlein si dice consapevole del fatto che “l’unità delle forze politiche, che abbiamo in questi anni sempre ricercato e praticato su questi temi, è indispensabile per un impegno che, contro la violenza sulle donne, non e’ purtroppo mai sufficiente”. Schlein, poi, sottolinea: “Abbiamo votato all’unanimità misure che hanno rafforzato la repressione, ma sappiamo che non bastano se non si aumenta la prevenzione, con maggiori sostegni ai centri antiviolenza che ci aiutino anche nella formazione specifica degli operatori delle forze dell’ordine e delle pubbliche amministrazioni, e con l’educazione al rispetto e all’affettività che dovrebbe essere obbligatoria in tutti i cicli scolastici”. La segretaria dei democratici, infine, promette: “Continueremo a insistere anche per adottare una legge di civiltà che chiarisca che senza il consenso, è sempre violenza. Sappiamo che è indispensabile che proseguiamo tutte e tutti insieme questa difficile lotta per sradicare la violenza di genere che è una piaga strutturale. Noi ci siamo, e faremo la nostra parte”.

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