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Lavare l’auto in strada, un’abitudine che può costare molto cara: ecco cosa è bene sapere

La pulizia dell’auto sul suolo pubblico può configurare un illecito ambientale. Vediamo cosa prevedono le normative

lavaggio auto

Il lavaggio delle automobili su suolo pubblico solleva una complessa questione di conformità normativa che va a coinvolgere sia il Codice della Strada e che le norme di tutela dell’ambiente. Con il progressivo abbassamento delle temperature, sono in molti gli italiani che torneranno a prediligere il classico e più economico lavaggio fai-da-te. Tuttavia, a seconda delle zone, possono esserci diverse conseguenze.

Vediamo adesso com’è la situazione. Non si tratta, infatti, di rispettare il Codice della Strada. Molto dipende anche dal regolamento del Comune in cui ci troviamo, e dalla possibilità di violare qualche norma che tutela gli scarichi idrici.

La prima legge da citare quando si parla di lavaggio dell’auto in strada è l’articolo 15 del Codice della Strada, dedicato proprio alla tutela e al decoro delle infrastrutture. In particolar modo è importante prestare attenzione alle lettere f e h. Al primo punto, modificato dal Decreto-Legge n. 116 del 08/08/2025, si legge che “su tutte le strade e loro pertinenze è vietato fuori dai casi di cui all’articolo 20, insudiciare e imbrattare la strada o le sue pertinenze con oggetti o materiali di qualsiasi specie diversi dai rifiuti”. Al secondo punto (lettera h) è inoltre riportato: “scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura”.

Il Codice, dunque, parla chiaro. Non è punito il lavaggio in sé, quanto piuttosto l’uso di particolari detergenti per la pulizia del veicolo. Inoltre, c’è il problema del deflusso dell’acqua. Il trasgressore, in ogni caso, è soggetto a una sanzione amministrativa che varia da 26 a 102 euro, oltre all’onere di ripristinare a proprie spese il tratto di strada interessato.

Come abbiamo detto, però, molto dipende anche dal Comune. Sono le amministrazioni comunali, infatti, ad aver introdotto divieti più espliciti e stringenti nei loro provvedimenti di Polizia e Sicurezza Urbana. Prendiamo come esempio il Comune di Venezia. L’articolo 22 del suo regolamento vieta il lavaggio dell’auto al di fuori degli impianti di autolavaggio professionali. Chi ignora questa disposizione, rischia una multa che parte da 25 euro ma può arrivare fino a 500 euro. Non solo Venezia, comunque. In molti altri grandi centri urbani il lavaggio in strada non viene consentito sia perché l’acqua insaponata può rendere scivoloso l’asfalto, sia per il divieto di disperdere liquidi non autorizzati.

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