Il trafficante in tuta oliva militare con il volto coperto dal balaclava, per non farsi riconoscere, alza il pollice per l'ok rivolto agli "umanitari" di Sea Watch 5 a bordo di un gommone da soccorso, che hanno appena trasbordato dozzine di migranti. Un vero e proprio rendez vous in mezzo al mare filmato la mattina dell'11 maggio dall'aereo di sorveglianza Eagle 1 di Frontex, l'Agenzia europea per il controllo delle frontiere. Il Giornale pubblica le immagini esclusive, che hanno portato la Procura di Brindisi a indagare il comandante di Sea Watch 5, l'olandese Anne Van Damme, per favoreggiamento dell'immigrazione illegale. I trafficanti erano salpati dalla zona di Sabratha, ad ovest di Tripoli, per consegnare i migranti a 27,7 miglia dalla costa libica. Sea Watch 5 è una delle ammiraglie delle Ong del mare, dei talebani dell'accoglienza tedeschi, i più estremisti e politicizzati, che attaccano ferocemente il governo italiano sul contrasto all'immigrazione clandestina.
"Queste immagini sono la pistola fumante di una consegna di migranti direttamente dai trafficanti" sottolinea una fonte del Giornale a conoscenza del caso. Il settimanale del quotidiano francese, Le Figaro, segue dall'inizio la vicenda e sta per pubblicare un'inchiesta giornalistica. Il paradosso è che Sea Watch 5 continua a recuperare migranti al largo della Libia per sbarcarli in Italia. Gli ultimi 50 a Massa Carrara il 12 luglio.
Alla mattina presto dell'11 maggio viene segnalata la partenza di una "barca veloce", una specie di lancia-motoscafo con due potenti motori fuoribordo, che trasporta una cinquantina di migranti dalla Tripolitania, zona di Sabratha. A bordo ci sono cinque trafficanti, probabilmente armati e a poppa hanno pure un satellitare Starlink. Alle 8.04, Eagle 1 avvista Sea Watch 5, che è partita il 6 maggio per cercare migranti e si trova a poco più di 27 miglia dalla costa in zona di ricerca e soccorso libica. La lancia veloce dei trafficanti è in mezzo al mare con i motori al minimo, in attesa. I moderni schiavisti utilizzano banali app, che individuano rotte e posizioni di tutte le navi obbligate ad utilizzare il segnale di tracciamento Ais. L'impressione di chi contrasta l'immigrazione clandestina è chiara: "Si tratta di un appuntamento". Non c'è alcuna richiesta di aiuto o di difficoltà ed il mare risulta praticamente piatto. Da Sea Watch partono due Rhib, i gommoni arancioni di soccorso. Si avvicinano alla barca veloce dei trafficanti e iniziano, tranquillamente, ad imbarcare i migranti, che indossano i giubbotti di salvataggio. Dalle zoomate del video di Frontex è chiaro che i rapporti non sono tesi, bensì collaborativi. I trafficanti hanno il volto coperto da passamontagna e indossano gli abiti paramilitari utilizzati dalle milizie libiche. Sea Watch è nelle vicinanze e dalla plancia si può osservare facilmente l'intera operazione. In poco tempo dozzine di migranti vengono trasbordati, prima sui gommoni e poi sull'ammiraglia. La sequenza più incredibile è quando i "soccorritori" di Sea Watch a bordo di un Rhib, che ha appena imbarcato gli ultimi migranti, vengono salutati da un trafficante con il segno di Ok del pollice. Poi la lancia-motoscafo avvia i motori e si dirige a tutta velocità verso le coste libiche. Da Tripoli la Guardia costiera aggiunge che quella mattina ci sono "stati tre trasbordi da barche veloci dei trafficanti". L'aereo di Frontex aveva segnalato una motovedetta dei libici 7 miglia più a Sud, ma sembrava allontanarsi. Solo più tardi arriva un mezzo navale di Tripoli e secondo i libici "i trafficanti si dileguano". A questo punto intimano a Sea Watch 5 di fermarsi, ma non lo fanno e dalla motovedetta sparano in aria. Poi un tentativo di "interrogatorio" sarebbe avvenuto via radio, ma alla fine la nave della Ong tedesca prosegue verso Nord. Il giorno dopo incrocia altri migranti e alla fine ne sbarcherà 166 a Brindisi.
Gli sbarchi sono più che dimezzati, rispetto al 2025, ma dei 15.245 arrivi fino al 14 luglio, oltre 12mila sono partiti dalla Libia. Le Ong del mare hanno portato in Italia, da gennaio a fine giugno, 3063 migranti, un raddoppio in percentuale (21,35%) se confrontato agli scorsi anni.
La narrativa di Sea Watch si focalizza subito sulla denuncia dell' "attacco" della motovedetta libica, ma evita i dettagli di quello che è accaduto prima. Nel porto di Brindisi salgono a bordo sia la Guardia costiera che la Polizia e rimangono fino a mezzanotte sequestrando documenti e strumenti di navigazione. Due membri dell'equipaggio vengono interrogati in commissariato. La Procura apre un fascicolo, indagando il comandante con l'ipotesi di reato di favoreggiamento dell'immigrazione illegale. Apriti cielo. La portavoce della Ong tedesca, Giulia Messmer, si scatena: "Siamo indignati.
Dopo essere stati minacciati di rapimento in mare dai partner libici dell'Italia, ci troviamo ad affrontare un ulteriore attacco da parte del governo italiano sotto forma di indagine penale". Nessun accenno all'incontro in mare con i trafficanti.
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