Nel Mediterraneo è intensificazione una nuova rotta dei migranti che viene probabilmente sottovalutata: è quella algerina, che dalle coste del Nord Africa occidentale conduce sulle coste della Sardegna meridionale, sul versante occidentale dell’isola. Quest’anno, dagli stessi turisti che hanno affollato l’isola, ci sono state innumerevoli testimonianze di sbarchi proprio sulle spiagge in mezzo ai bagnanti. Durante uno di questi sbarchi si è registrato anche un gravissimo incidente, con una giovane turista investita dalla barca che, a tutta velocità, si è avvicinata alla spiaggia. Ed è forse in memoria di questo episodio che nelle scorse ore un gruppo di persone ha affrontato i migranti prima dello sbarco sulla spiaggia di Santa Margherita di Pula, costringendo lo scafista a fare inversione e a scappare. Non è noto se lo sbarco sia avvenuto altrove, magari in una cala più appartata, ma nell’affollatissima spiaggia a pochi chilometri da Cagliari, almeno in quest’occasione, i migranti non sono sbarcati.
Quella del Canale di Sardegna non è una rotta complicata, la distanza è inferiore rispetto a quella che separa la Libia dalle coste siciliane e con i maggiori controlli su Tunisia e, appunto, Libia, sono sempre di più quelli che decidono di prendere il mare dall’Algeria. Le 130 miglia medie di distanza tra i due punti non vengono coperte interamente con i barchini, come è stato dimostrato in più occasioni: i piccoli gruppi vengono caricati a bordo dei pescherecci che si spingono nella notte fino al limite delle acque territoriali italiane (le navi madre) e solo quando la distanza è di poche decine di miglia vengono messi in mare i barchini per coprire l’ultimo tratto.
“Stava per succedere un altro incidente come quello di Tuarredda”, ha raccontato in bagnante in riferimento al mancato sbarco di Santa Margherita di Pula. “Ormai è tutto fuori controllo, si è rischiata l’ennesima tragedia sulle coste di Santa Margherita, siamo sconcertati che le imbarcazioni a motore riescano ad arrivare fino a riva con il motore acceso”, ha dichiarato afferma Massimo Vargiu, segretario provinciale del Siulp. I migranti che arrivano in Sardegna vengono trasportati nel centro di Monastir ma la capienza della struttura è ridotta, commisurata ai flussi medi che fino a poco tempo fa si registravano sull’isola. La sensazione è che questa rotta possa ulteriormente rafforzarsi nei prossimi mesi ma va sottolineato che la maggior parte degli uomini che sbarcano nel Sud Sardegna sono algerini, quindi soggetti che non hanno alcun diritto di permanenza in Italia e in Europa, che quindi dovrebbero sottostare ai meccanismi di rimpatrio rapido.
