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Nazionale

L’addio a Mantica, la destra e la storia

Eletto nel 1987 a Palazzo Madama con il Msi, è stato sottosegretario agli Affari esteri nei governi Berlusconi

Il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica oggi 16 marzo 2011 durante la presentazione della Visita ad Istambul. La guerra di Crimea, primo passaggio diplomatico avviato dal Piemonte per la liberazione di Lombardia e Veneto, la nutrita comunit� italiana di Istanbul, la "complementariet� geopolitica" di Italia e Turchia, "due potenze del Mediterraneo". Questi i principali motivi della visita che il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica effettuer� domani a Istanbul per celebrare i 150 anni dell'unit� di Italia. ANSA / MARIO DE RENZIS

La cosa più sicura è che mancherà più lui a noi, che noi a lui. Anche se del dialogo e del confronto d’idee e di pensieri, Alfredo Mantica aveva fatto una ragione di vita, prima ancora che il suo habitus da politico. E così se n’è andato a 83 anni, con la discrezione del gentiluomo che ha accompagnato la lunga carriera in parlamento e al governo. Ma non solo, perché tanti ieri hanno raccontato quanto sia stato uomo di partito e dunque di parte, ma senza mai derogare dal sacro rispetto dovuto alle istituzioni. Perfetto interprete di quell’etica politica della destra (quella più vera e rigorosa) che ha attraversato, restando un esempio nelle difficili stagioni del Movimento sociale italiano, di An e Pdl, per essere poi tra i pochi che nel dicembre del 2012 diedero vita al gruppo di Fratelli d’Italia al Senato. Eletto nel 1987 a Palazzo Madama con il Msi, è stato sottosegretario agli Affari esteri nei governi Berlusconi. Cultore della geopolitica, faceva della competenza il faro dell’azione. «La sua esperienza - ha detto il presidente del Senato Ignazio la Russa -, la sua conoscenza della politica internazionale e il suo impegno per l’Italia, hanno rappresentato un patrimonio importante. Ma oggi, nel momento del dolore, il ricordo istituzionale lascia spazio a quello personale. Ricordo Alfredo per la sua intelligenza, la sua curiosità, la sua schiettezza e per quella capacità, non comune, di affrontare anche i momenti più difficili con lucidità e determinazione». Qualcuno, per ricordarlo, ha postato una sua foto sul palco di un comizio in piazza Duomo con Romualdi, Staiti di Cuddia e Biglia. Quanto mancano.

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