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Nazionale

Pro Pal di nuovo in piazza: a Torino calci e pugni alla polizia. A Roma lo striscione “7 ottobre giornata della resistenza”

Le piazze dei pro Pal erano state segnalate per problemi di ordine pubblico e sono iniziate con le tensioni di Torino e lo striscione provocatorio della Capitale

Cortei pro Pal

Le manifestazioni del 10 ottobre per la Palestina sono state chiamate da settimane e si prevedevano disordini nelle principali piazze. Sono circa 50 le piazze in tutta Italia che, in qualche modo, sono occupate dai pro Pal, a partire da Torino, Milano, Bologna e Roma.

Torino, pugni e calci alla polizia

Ha iniziato Torino, con la testa del corteo che si è avvicinata immediatamente al cordone di forze dell’ordine in piazza Castello, con spinte, pugni e calci. È stata prima respinta con qualche manganellata, poi la tensione è stata smorzata facendo parzialmente entrare in piazza quasi un migliaio di manifestanti, sotto i portici non distanti dal Teatro Regio. Piazza Castello era il luogo in cui l’organizzazione del corteo, il coordinamento Torino per Gaza, aveva dato appuntamento, mentre ieri la Questura aveva indicato come partenza il viale che scende verso i Giardini Reali. I manifestanti hanno con loro due pupazzi che raffigurano il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sono circa 4mila in piazza.

A Roma lo striscione “7 ottobre giornata della Resistenza”

Nella Capitale la manifestazione è partita dal Colosseo e in testa c’è uno striscione provocatorio: “7 ottobre giornata della Resistenza”. In piazza sono presenti numerosi collettivi studenteschi di sinistra, che avanzano dietro lo striscione “Palestina vincerà, resistenza contro il sionismo”. Maya Issa, del Movimento degli studenti palestinesi, è presente nel corteo di Roma: “Oltre a questa a Roma ci sono oltre 40 piazze da nord a sud. Questa è una data non solo nazionale, ma internazionale, in solidarietà con Gaza, è il primo corteo che vuole riaccendere i riflettori sulla Palestina. Non ci basta oggi che ci dicano ‘riconosciamo lo Stato di Palestina’, vogliamo che Israele venga isolata e boicottata, ci devono essere le sanzioni, così come hanno fatto oltre 20 pacchetti di sanzioni nei confronti della Russia e invece neanche un pacchetto di sanzioni nei confronti di Israele”.

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