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Nazionale

Resistenza a pubblico ufficiale: 2 anni e 2 mesi a un antagonista arrestato a Bologna durante gli scontri per Fakir

Il giudice ha deciso di infliggere all’attivista una pena superiore rispetto a quella richiesta dal pm

Dopo scontri caso Fakir, 12 indagati

Il Tribunale di Bologna ha emesso la sentenza di primo grado nei confronti del 27enne arrestato lo scorso 22 luglio per resistenza a pubblico ufficiale, a seguito dei disordini scoppiati in città durante la protesta per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un fermo di polizia nel rione Pilastro. Quella notte la città è stata trasformata in un girone infernale dagli antagonisti, che hanno messo a soqquadro il centro storico bolognese causando danni milionari alla città e ferendo decine di agenti.

La giudice Claudia Gualtieri ha deciso per una pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione, concedendo la sospensione condizionale per il 27enne. Una decisione che supera la richiesta della Procura, fattispecie non scontata, che aveva chiesto al contrario una condanna a 1 anno e 6 mesi di reclusione. Il procedimento si è svolto con la formula del rito abbreviato e tra 15 giorni verranno rese note le motivazioni di questa decisione. Il 22enne, residente e lavoratore a Bologna, era stato rimesso in libertà dopo l’arresto a seguito dell’espletamento delle pratiche burocratiche, con l’imposizione del divieto di dimora nell’intera Città metropolitana di Bologna.

Si tratta di un Daspo urbano molto utilizzato ultimamente in caso di manifestazioni violente nelle città. L’avvocato Emanuela Grandinetti, che difende il 22enne, ha già preannunciato l’intenzione di impugnare la sentenza in appello una volta che saranno presentate le motivazioni. Il processo era stato fissato inizialmente il 9 settembre a seguito della richiesta dei termini a difesa fatta dall’avvocata Silvana Pitt, che in quel momento assisteva l’attivista. Nell’udienza che si era poi tenuta il mese scorso, il 27enne aveva chiesto la messa alla prova in una cooperativa di Genova, richiesta che però era stata rigettata dal giudice Claudia Gualtieri.

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