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Nazionale

“Rubare e distruggere non fa felici”

Nell’omelia di Ognissanti è tornato sui saccheggi davanti al Duomo

Monsignor Mario Delpini celebra la Messa per celebrazioni dedicate alla Commemorazione dei defunti presso il Cimitero Monumentale, Milano (Italy) November 1 2026 (Photo Claudio Furlan/LaPresse) Mass for services dedicated to All Souls' Day at the Monumental Cemetery, Milan (Italy), November 1, 2026 (Photo by Claudio Furlan/LaPresse)

Santi (milanesi) e maranza. Un accostamento che non deve sembrare blasfemo, ma parabola per indicare la retta via. Non ha voltato lo sguardo altrove e si è levata alta la voce dell’arcivescovo Mario Delpini ieri dal pulpito del Duomo. Da dove, come un bravo pastore, ha colto la solennità di Ognissanti per dedicare l’omelia ai saccheggiatori del 17 e 18 ottobre andati drammaticamente in scena proprio nei dintorni della cattedrale.

E così di «teppismo disastroso», messo in atto da «adolescenti infelici» ha parlato, cercando di immaginare cose avrebbe potuto dire loro san Carlo Acutis, il giovanissimo milanese morto a quindici anni e proclamato santo lo scorso anno. «In questi giorni tutti hanno parlato di questi adolescenti e hanno proposto diagnosi, punizioni, rimedi, accuse. Ma io credo che san Carlo Acutis abbia rivolto uno sguardo di simpatia ai suoi coetanei milanesi di oggi e abbia parlato a loro della sua gioia», abbia detto loro, «amico, non ti serviranno le cose che puoi rubare, non ti daranno soddisfazione i danni che puoi combinare. Amico mio, rientra in te stesso».

Ma non solo ai giovani di Milano ha guardato Delpini che si è rivolto anche ai ricchi della città che capita «si stufino di fare l’industriale e vendono le loro aziende ed entrano in operazioni finanziarie e fanno soldi con i soldi». A loro si rivolge, secondo l’arcivescovo, Marcello Candia, l’industriale che negli anni ’70 ha venduto la sua azienda per aiutare poveri e lebbrosi in Brasile e guardando alla sua figura «il cuore puro arriva a immaginarsi che invece di fare soldi con i soldi, si può fare del bene con i soldi, dare lavoro e fare opere di bene". Invece ai sacerdoti parla «un prete di altri tempi», don Domenico Pogliani, il fondatore della Sacra Famiglia di Cesano Boscone che accoglie disabili e chi ha bisogno di riabilitazione, proclamato venerabile. «La santità milanese - ha concluso Delpini - è la santità della gente per bene che si appassiona a fare il bene e riesce a convincere molti a fare il bene».