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Nazionale

“Si schierino contro genocidio e colonialismo sionista”. I pro Pal in presidio contro i docenti israeliani a Reggio Emilia

A Reggio Emilia monta la polemica e anche l’assessore Marwa Mahmoud finisce nel mirino per aver difeso l’operato di Reggio Children che ospiterà i docenti

Reggio Children docenti israeliani

Non si placano le polemiche sulla visita di alcuni docenti israeliani a Reggio Emilia presso il Centro internazionale Loris Malaguzzi, struttura gestita da Reggio Children ed eccellenza mondiale nell’educazione infantile. La visita è prevista dall’11 al 16 ottobre ma in città si sono sollevate numerose voci e ieri è stato perfino organizzato un presidio da parte di un’associazione pro Pal. La coincidenza con la ricorrenza del 7 ottobre è sicuramente casuale ma colpisce proprio perché adesso ci sono politici, sindacati e organizzazioni che cercano di ostacolare perfino il lavoro di educatori che operano con i bambini nelle scuole.

“Non protestiamo per bloccare, ma perché vogliamo chiedere una dichiarazione da parte delle delegazioni: che siano contro il genocidio e l’opera coloniale sionista”, hanno dichiarato i manifestanti. Una pretesa fuori da ogni logica e da ogni criterio democratico, che sconfina nella polizia morale. “Non siamo antisemiti, siamo persone che non vogliono che nel mondo ci sia genocidio. C’è stata poca trasparenza da parte dell’istituzione Reggio Children nei confronti della cittadinanza e anche del personale delle scuole”, ha dichiarato Riccardo Pelli di Fronte Comunista. Ma nel mirino è finita anche l’assessore alle politiche educative, Marwa Mahmoud perché, ha dichiarato Raimondo Atzori, ex membro dell’Assemblea per la Palestina, “una volta spingeva per il riconoscimento dello stato di Palestina in giunta comunale. Ora ci tocca leggere che vogliono fare arrivare in città delegazioni sioniste, che supportano l’Idf. Voglio sapere con quale faccia l’assessora vuole presentarsi nelle scuole dove da noi, una volta, facevano entrare i partigiani sopravvissuti nei campi di concentramento”.

L’attacco all’assessore nasce dalle sue parole, perché Mahmoud ha dichiarato che “chi è accolto a Reggio per conoscere il nostro approccio educativo aderisce a un impegno: ripudiare la guerra e tenere le scuole fuori da ogni militarizzazione”. E Reggio Children, ha aggiunto, l’assessore, “non intrattiene attualmente collaborazioni con istituzioni israeliane, avendo sospeso alcune proposte giunte negli ultimi anni per effettuare tutte le verifiche necessarie. Al contrario, l’impegno attivo si muove in direzione della pace e del dialogo attraverso collaborazioni con il Parents Circle, che riunisce famiglie israeliane e palestinesi colpite”. Reggio Children, da parte sua, difende l’operato oggi sotto accusa, perché in una nota ribadisce che “non accoglie scuole: accoglie persone” e che “il dialogo con chi arriva da Paesi in guerra non si interrompe ma si fonda su principi espliciti e sottoscritti. Tra questi, l’impegno a tenere le scuole fuori da ogni militarizzazione. L’auspicio è che il tema delle democrazie, al plurale, torni a interrogare anche noi”.

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