Cellulari, lavatrici, frigoriferi e aspirapolvere guasti non dovranno più tradursi necessariamente in una nuova spesa per le famiglie. È entrato in vigore ieri il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sul diritto alla riparazione e rafforza le tutele dei consumatori.
Sono undici le categorie di oggetti per i quali sarà possibile chiedere il diritto alla riparazione e precisamente: smartphone, tablet e telefoni cordless, lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, apparecchi di refrigerazione e asciugabiancheria, display elettronici e aspirapolvere, server e sistemi di archiviazione dati, mezzi di trasporto che incorporano specifiche batterie. La nuova normativa punta a prolungare la vita degli apparecchi, contrastando l’obsolescenza programmata e riducendo la quantità di rifiuti elettronici. Per i prodotti interessati dalle disposizioni, i fabbricanti dovranno garantire la riparazione quando tecnicamente possibile, a un prezzo ragionevole e in tempi congrui, anche dopo la scadenza della garanzia legale. Un altro punto centrale riguarda i pezzi di ricambio, che dovranno essere disponibili a condizioni accessibili. L’obiettivo è evitare che un guasto relativamente semplice renda un dispositivo inutilizzabile o economicamente sconveniente da riparare. La legge introduce inoltre un incentivo per chi sceglie la riparazione anziché la sostituzione di un bene difettoso ancora coperto dalla garanzia legale: il periodo di responsabilità del venditore viene esteso di dodici mesi, nei casi previsti. La misura rappresenta un passo verso un modello di consumo più sostenibile, nel quale il riutilizzo diventa un’alternativa concreta all’acquisto di prodotti nuovi. Secondo le stime europee, le nuove regole potranno generare risparmi per i cittadini e contribuire a ridurre le emissioni e lo spreco di risorse. Per far valere il diritto alla riparazione, il consumatore può contattare il produttore o consultarne il sito web per verificare il servizio di riparazione. A quel punto deve comunicare marca, modello, data d’acquisto e tipo di guasto. Poi chiedere un preventivo e informazioni sui tempi. Se il prodotto è ancora in garanzia legale, che dura due anni, è possibile rivolgersi direttamente al venditore anziché al produttore per esercitare i propri diritti di riparazione o sostituzione. Resta ora la sfida dell’applicazione pratica. Perché il diritto alla riparazione non rimanga solo una norma, ma diventi una possibilità concreta per milioni di cittadini.
