Nonostante il tavolo aperto con il governo e le misure varate con il Cdm di ieri, continuano (anche se sporadici) i blocchi dei tir al sud Italia. Le maggiori associazioni di categoria in Sicilia e Calabria, che avevano lanciato la mobilitazione, hanno fatto un passo indietro ma la situazione continua a essere molto tesa.
Sono stati rimossi nella notte, nel casertano e nel salernitano, tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale in Campania ed è stato sciolto dai manifestanti anche il presidio a Napoli, nella zona del varco Bausan. Questo contribuirà al ripristino della normalità ma ci vorrà ancora del tempo affinché questo avvenga. Fino alle prime ore del mattino le forze dell’ordine hanno scortato il rifornimento dei distributori con una serie di volanti ma comunque dopo il varo da parte del governo del pacchetto di aiuti da 105 milioni, la protesta e i blocchi degli autotrasportatori rientrano in gran parte delle regioni interessate, tra cui Campania, Puglia, Calabria e Basilicata
La Commissione di Garanzia sugli scioperi “prende atto del senso di responsabilità e della collaborazione dimostrati da alcune sigle dell’autotrasporto, che hanno spontaneamente scelto di revocare le iniziative di protesta. Tuttavia, sul territorio nazionale permangono diffusi e persistenti blocchi stradali che continuano a svolgersi in palese violazione delle regole di settore e del Codice di autoregolamentazione, prolungando una criticità ormai insostenibile negli approvvigionamenti dei beni di prima necessità”. Per tale motivo, rilevando che la condotta “genera un pericolo grave e imminente di lesione dei diritti costituzionali dei cittadini” la Commissione “ha formalmente segnalato la situazione alle Autorità competenti, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. f, della legge n. 146 del 1990, affinché adottino le misure e i provvedimenti necessari a garantire l’immediata ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese”.
In parole semplici, è stata chiesta la precettazione degli scioperi se la situazione non verrà completamente sbloccata. E in caso di inosservanza si rischia una sanzione amministrativa pecuniaria per ogni giorno di mancata ottemperanza tra un minimo di 500 euro e un massimo di 1000 euro. “Forse certe organizzazioni usano il caos per ridefinire le competenze territoriali attribuendosi un ruolo economico per indebolire la tenuta dello Stato”, ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in un’intervista al Corriere della sera.
