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Non c'è Venezia senza Clooney: stavolta prende il Leone alla carriera

L'attore viene alla Mostra del Cinema dalla fine degli anni '90. La polemica sullo spot contestato

Non c'è Venezia senza Clooney: stavolta prende il Leone alla carriera
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No Clooney, no Venezia. Verrebbe da dire, parafrasando i suoi celebri spot del Martini d'inizio millennio. Anche quest'anno alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, la numero 83 dal 2 al 12 settembre, il grande attore, regista e produttore statunitense ci sarà. In una veste straordinaria, per ritirare il prestigiosissimo Leone d'oro alla carriera che il direttore artistico, Alberto Barbera, gli ha voluto attribuire con il consiglio d'amministrazione della Biennale presieduto da Pietrangelo Buttafuoco che ha ovviamente accettato la proposta di buon grado.

Mentre George, che in Italia è di casa non solo a Venezia ma anche a Laglio, su quel ramo del lago di Como ormai chiamato "di Clooney", ci ha scherzato un po' su: "La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d'Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così".

Il direttore Barbera, nella dichiarazione che ha accompagnato la notizia, ha praticamente ricostruito la carriera di uno degli ultimi divi di Hollywood: "Un avvio vissuto senza scorciatoie, grazie a piccole parti in telefilm e B-movie sino al grande successo ottenuto come protagonista della serie ER, hanno plasmato un attore capace di abitare lo schermo con una naturalezza disarmante, conferendogli il dono di far sembrare i suoi personaggi non solo credibili ma desiderabili, vicini e umani, grazie anche ad un fascino innegabile". Tutto vero, tutto giusto. Da quegli inizi, Clooney è infatti passato a essere uno degli attori più pagati e premiati anche come regista: due Oscar, quattro Golden Globe, un Bafta, due Critics' Choice Awards, un Emmy. Insomma, per capirci, è stato candidato in più categorie di chiunque altro nella storia degli Oscar.

Tanti i film a cui ha partecipato, molti dei quali presentati proprio al Lido: i film di guerra Three Kings e Syriana, il thriller Michael Clayton, le commedie sofisticate Ocean's Eleven e Fratello dove sei?, i fantascientifici Gravity e Solaris, le commedie agrodolci Paradiso amaro, Tra le nuvole e Jay Kelly. Probabilmente lo vedremo al Lido, accanto a Eva Longoria e Laetitia Casta, in Call My Agent! The Movie che Netflix ha tratto dalla fortunata serie tv.

Ma, in linea con un altro grande collega, Robert Redford, Leone alla carriera nel 2017, George Clooney si è fatto riconoscere anche come regista non disdegnando un cinema molto "democratico" con opere come Good Night and Good Luck e Le idi di marzo.

Clooney, splendido sessantacinquenne, al Lido ci viene dalla fine degli anni Novanta e i cronisti più veterani ricordano quando nel 2007 rispose stizzito alla domanda di una collega che gli chiedeva se non ci fosse una

contraddizione nei suoi film di denuncia sul potere delle multinazionali e gli spot per Nespresso di Nestlé. George definì la domanda "irritante" aggiungendo che "bisogna anche guadagnarsi da vivere".

George Clooney, what else?

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