Non era il maniaco degli ascensori, ma è stato condannato

Piero Pizzillo

Arrestato domenica, col sospetto d’essere «il maniaco dell’ascensore», è stato ieri processato per direttissima e condannato a quattro mesi di reclusione con la condizionale e la non menzione, per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale (pena patteggiata tra il difensore Filippo Gramatica e il pm). «Non ho mai fatto nulla di male. Ero andato al porto antico per comprare un cd. Essendo in abiti borghesi, non mi sono reso conto che quelle persone che mi hanno fermato erano dei carabinieri: ho pensato d’essere aggredito da teppisti e ho cercato di difendermi» (a dire il vero ha scalciato procurando lesioni guaribili in5 giorni).È quello che ha detto a sua discolpa lo studente diciannovenne bloccato dopo una telefonata al 112, in cui una ragazza diceva: «Penso d’aver incontrato chi mi ha aggredito in ascensore». Mentre il ragazzo veniva portato in caserma, il pm Giovanni Arena, che da marzo indaga sui vari episodi di violenza commessi in città, disponeva una perquisizione domiciliare, conclusasi col sequestro del computer.

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