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Nuove frontiere

Ford pagava gli operai perché potessero comprare le sue auto. Nel Delaware progettano aziende gestite solo dall’AI. Ma chi comprerà i prodotti, ChatGPT?

In Delaware si prepara una legge che potrebbe consentire agli algoritmi di amministrare intere società, firmare contratti e gestire affari. Ma eliminare il lavoro umano rischia di mettere in crisi lo stesso sistema economico che si vorrebbe rendere più efficiente

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Henry Ford ebbe un’idea che ha fatto scuola per decenni nel capitalismo occidentale, e funzionava. Per farla semplice: tu, operaio, produci automobili per me, ma tu, operaio, con il tuo stipendio, potrai comprartene una. Viceversa, che so, prendiamo Amazon, automatizza e licenzia sempre di più, all’inizio è un vantaggio, quando lo faranno tutti mancherà un soggetto umano indispensabile anche per i guadagni di Bezos: il compratore, il tanto disprezzato consumatore (consumismo non è mai stata una parola elogiativa, eppure il consumatore regge tutta l’economia, è una vita che mi sento dire “sei un consumista!”, sì, lo sono, se dovessi fondare un partito sarebbe Rifondazione Consumista).

In ogni caso qui si va avanti, altro che far fuori operai e i dipendenti vari, ci sono ottime notizie per chi pensa che i dirigenti d’azienda siano fondamentali, almeno quelli: nel Delaware, dove hanno sede oltre due milioni di società, preparano una legge per fare a meno anche di loro. Dopo gli impiegati e gli scrittori (che non costavano molto neppure prima), l’intelligenza artificiale potrebbe sostituire gli amministratori delegati (finalmente un po’ di giustizia sociale).

Si chiamerebbero Artificial Intelligence Companies, società gestite da agenti AI, programmi che decidono, comprano, vendono, firmano contratti, contraggono debiti e possono perfino portare qualcuno in tribunale. Chissà come sarà la prima causa tra due aziende artificiali, con gli avvocati umani che fatturano a entrambe (per fortuna c’è ancora un mestiere che non rischia l’estinzione… almeno per ora). Le attività consentite sarebbero quasi tutte, tranne quella bancaria (credono che affidare i soldi a un computer sia pericoloso, molto meglio affidarli ancora ai banchieri, però c’è già chi sta facendo giocare le AI in borsa).

Dai su, sarebbe un progresso: niente amministratore delegato con la foto motivazionale su LinkedIn, o il bonus milionario per aver licenziato metà del personale. L’agente AI non dorme, non va in vacanza, non chiede stock option, e se smette di funzionare

il proprietario ha trenta giorni per sostituirlo (trenta giorni spesso non li danno neppure ai dipendenti umani, vedete che con le macchine un po’ di paura c’è, grazie Cameron, grazie Terminator). Non serve neppure la buonuscita: basta la nuova versione.

Tuttavia davvero non ci sarebbero esseri umani? Certo: i proprietari. Qualcuno deve mettere il capitale, stabilire lo scopo dell’impresa e soprattutto incassare i profitti (non vorrete mica che finiscano ai computer). Il Delaware, che sulle società ha costruito la propria fortuna, prevede una sperimentazione di trenta mesi, registri delle decisioni artificiali e obblighi di capitale. È una bozza che potrebbe arrivare in Parlamento nel 2027.

C’è anche un dettaglio magnifico: secondo la bozza di legge, le azioni dell’agente AI si presumerebbero intenzionali, insieme alle conseguenze prevedibili. Voglio dire: il software avrebbe un’intenzione giuridica, una conquista che non tutti gli amministratori umani possono vantare quando devono spiegare cosa abbiano firmato.

Il guaio sarà quando qualcosa va storto: la società risponde dei danni, però il proprietario non risponderebbe automaticamente col proprio patrimonio, salvo frodi, violazioni volontarie e altre eccezioni previste dalla bozza. Il 26 ottobre il repubblicano James Comer, presidente della commissione di vigilanza della Camera americana, ha chiesto spiegazioni al governatore Matt Meyer: teme uno scudo per i giganti tecnologici e i loro investitori.

Comunque i promotori assicurano che tutto sarà trasparente e controllato. Io penso che siamo arrivati a un punto straordinario: dopo aver inventato macchine capaci di fare il lavoro degli esseri umani, abbiamo inventato esseri umani capaci di non fare più neppure il lavoro di comandarle. Di incassare i profitti sì, certo, ci mancherebbe, quello resta un compito troppo delicato per affidarlo all’intelligenza artificiale. Resta da capire un problema che ho affrontato diverse volte: cosa produrranno queste società?

Programmi di cybersecurity, ci sta, prodotti da vendere meno, perché in questa prospettiva non spariranno solo i dipendenti, rischieranno di sparire anche i consumatori, e un’AI cosa potrebbe mai comprare su Amazon? Forse un libro che gli manca, autopubblicato da un autore che l’ha scritto con l’AI?

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