È scontro in commissione Covid tra il ministro della Salute Roberto Speranza su vaccini, effetti avversi e terapia domiciliare. “Lei ha definito un’invenzione dei No Vax il protocollo Tachipirina e vigile attesa. Non si vergogna. Vuole scusarsi con i danneggiati dei vaccini?”, è la domanda d’esordio all’ex ministro, che cita “circolari di 73 pagine in totale, tradotte nella propaganda in 4 parole: ‘tachipirina e vigile attesa’. Una definizione figlia di propaganda dei No Vax se si pensa che sono documenti firmati da due dirigenti del ministero della Salute, Gianni Rezza e Andrea Urbani, che hanno avuto una funzione di aggiornamento continuo della gestione domiciliare dei paucisintomatici, sulla base delle conoscenze al momento disponibili. Esse sono state approvate da Cts, Css e Aifa. Quello slogan non fu altro che una propaganda becera contro le nostre istituzioni”.
La commissione si è accesa quando la Buonguerrieri lo accusa di aver irriso un danneggiato dal virus in sedia a rotelle. “Il mio governo ha stanziato 150 milioni per i danni”, si difende Speranza, senza spiegare perché il suo esecutivo ha difeso le raccomandazioni fino al Tar e al Consiglio di Stato. “Cerca di negare l’esistenza di questo protocollo? Se ne è pentito?”, lo incalza la capogruppo Fdi. “Non sono pentito, non ho scritto queste circolari tecniche fatte da scienziati che hanno seguito le conoscenze e le evidenze scientifiche del momento che io difendo”.
“La prima di queste tre circolari erano di novembre 2020, otto mesi dopo l’inizio della pandemia. Come è stato possibile?”, chiede il presidente della commissione Marco Lisei (Fdi). Per Speranza le circolari conterrebbero via via indicazioni diverse dalla Tachipirina, come antinfiammatori, tra cui anche i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), monoclonali quando arriveranno (solo a febbraio 2021, sono quelle Eli Lilly gratis che abbiamo rifiutato) e retrovirali. Circolari che secondo Speranza - che cita cinque pareri di scienziati, anche dello Spallanzani - erano in linea con le scoperte scientifiche del tempo, contrariamente a quanto aveva sostenuto una perizia contro il protocollo depositata in commissione.
In sintesi, le circolari erano in linea con i principali studi sulle terapie domiciliari, che non avrebbero inciso sulla mortalità altissima che lo stesso Speranza ammette esserci stata tra le due ondate. “Io facevo il ministro, non scrivevo circolari”, è la sua difesa.
