Grazie, preferisco scegliermi il/la presidente del Consiglio.
Grazie ancora, decido io chi mandare alla Camera e al Senato, uomo o donna. Per quelle strane alchimie di Palazzo, lo stesso Palazzo sforna una legge elettorale che attribuisce più potere agli italiani dopo 35 anni di collegi blindati, circoscrizioni plurime, un segno di matita per eleggere un’infornata di nomi imposti dai partiti.
Un’ubriacatura di latinorum (Mattarellum, Porcellum, Rosatellum che negli anni caotici del centrosinistra ha prodotto legislature brevi o segnate dal continuo cambio di presidente del Consiglio.
L’«-um» non cambia con lo Stabilicum ma, volete mettere, è una rivoluzione copernicana: la coalizione che vince anche con un solo voto di scarto governa per cinque anni con il leader indicato in campagna elettorale. C’era chi tramava per programmare un pareggio che poi significa consegnare Palazzo Chigi a qualche sobrio professore con i capelli candidi pronto a innalzare le tasse sui risparmi. Vedrete, alla fine, che ci andrà molto meglio.
