«Incredula di fronte alle divisioni», è stato fatto «un buon lavoro». Liliana Segre rompe il riserbo e interviene sul ddl antisemitismo, che è approdato alla Camera accolto dall’annunciato «No» del Campo largo e di un Pd dilaniato.
«Resto incredula di fronte alle divisioni che stanno manifestando», dichiara la senatrice, ricordando l’unanimità con cui era stata istituita invece la Giornata della memoria.
Ma non è solo un «accorato appello» all’approvazione condivisa del provvedimento, quello della senatrice a vita. Segre entra senza reticenze nel merito del provvedimento: manifesta stupore per la spaccatura sul disegno di legge ma dà anche un giudizio positivo sul testo, e smonta il principale argomento dell’opposizione la libertà di critica a Israele che sarebbe limitata. «A mio parere il testo del ddl all’esame della Camera non presenta da questo punto di vista reali criticità», garantisce la senatrice, ricordando le sue durissime critiche a Netanyahu per la guerra di Gaza. Segre chiede un «ulteriore sforzo di generosità e di responsabilità» ma ammette: «Grazie al buon lavoro svolto in Senato sono stati eliminati dalla proposta di legge sia i contenuti di carattere penale sia i divieti che comparivano in alcuni dei testi iniziali». Insomma, Segre suggerisce - sempre in nome dell’unità e della «civiltà» - di introdurre una qualche modifica sul punto, ma la definisce «inessenziale».
Quello della senatrice sembra un ultimo generoso tentativo, ma è difficile che il testo ora possa cambiare. Lo ha fatto capire ieri il relatore del ddl Paolo Emilio Russo (Fi) che ha ringraziato Segre ricordando che il ddl è frutto di una «sintesi» fatta in Senato «tra testi di maggioranza e opposizione», ed è stato approvato «con una maggioranza ben più larga di quella del solo centrodestra». La priorità del Pd, in ogni caso, è assecondare la base pro Pal, esaltata da figure come Francesca Albanese, la relatrice Onu che pochi giorni fa si è resa protagonista dell’ennesimo caso: ha spiegato che l’antisemitismo nazista era odio contro tutti i «popoli semitici» e non solo contro gli ebrei. Una falsificazione, su cui ieri è stata costretta a fare una penosa retromarcia: «Mi scuso sinceramente ha detto - In realtà è stato coniato specificamente per indicare l’odio verso gli ebrei».
