“Fa sorridere vedere Elly Schlein travestirsi da liberale dopo una vita politica trascorsa a difendere un modello statalista, assistenzialista e ostile al mercato. Oggi parla di sburocratizzazione, di investimenti privati e perfino di mobilitare il risparmio degli italiani verso l’economia reale. Peccato che fino a ieri lei e il suo partito proponessero nuove patrimoniali e una tassazione sempre più pesante sui capitali. È un’evidente contraddizione: prima si colpisce il risparmio, poi si pretende che quel capitale venga investito nelle imprese. I capitali non si attraggono con le tasse, ma con fiducia, libertà economica e regole semplici che sono il modello garantito dal dna liberale di Forza Italia nelle politiche applicate dal governo”. Lo dichiara Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e responsabile economico del partito. “Schlein - prosegue il deputato - tenta di appropriarsi di un linguaggio liberale che non appartiene storicamente alla cultura politica della sinistra italiana. La burocrazia è stata il vero marchio di fabbrica dei governi di sinistra, così come l’ostilità verso il partenariato tra pubblico e privato, verso il project financing, verso la piena valorizzazione della sanità accreditata e della scuola paritaria. Oggi prova a presentarsi come la paladina della crescita, ma gli italiani conoscono bene la distanza tra le parole, la storia politica del Partito democratico e le sue ricette comuniste”. Di più.
“Le riforme che hanno favorito gli investimenti, la semplificazione amministrativa, il rafforzamento della collaborazione tra pubblico e privato e il sostegno all’impresa sono nate dall’iniziativa del centrodestra e dall’impostazione liberale di Forza Italia come dimostra l’azione politica delle regioni governate dal centrodestra - sottintende Casasco -. L’iperammortamento e lo stesso modello delle Zes, con il percorso verso una maggiore competitività del sistema produttivo che sarà esteso a tutta Italia, vanno in questa direzione e non l’ha inventato il segretario del Pd. Schlein parla di libertà economica, ma il suo partito ha sempre guardato con sospetto il mercato, l’impresa e il profitto”.
“Il vero tema oggi - conclude Casasco - non è copiare qualche parola del lessico liberale alla vigilia delle elezioni, ma costruire un’Italia più competitiva attraverso innovazione, tecnologie di frontiera, venture capital, ricerca industriale e un grande ecosistema capace di attrarre investimenti. Per farlo servono meno tasse, meno burocrazia e più libertà economica sulla strada aperta da Silvio Berlusconi e portata avanti oggi da Antonio Tajani. Esattamente l’opposto delle ricette che la sinistra ha sostenuto per anni e che oggi tenta di mascherare con un improvviso cambio d’abito politico”.
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